Mese: aprile 2017

Accordi con l’Unione Europea

Accordi con l’Unione Europea: nonostante la disdetta (dicembre 1998) da parte argentina dell’ ”Accordo sulle relazioni in materia di Pesca marittima”, che ha leso gli interessi di alcuni armatori europei, il 20 settembre 1999 č stato firmato un Accordo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra la UE, inteso a facilitare l’accesso reciproco ai programmi di attivitŕ di ricerca e sviluppo tecnologico.

Successivamente č stato sottoscritto un convegno di promozione della cogenerazione di energia, conosciuto sotto la sigla ARCO (Attracting Resources to Cogeneration), con il quale la UE ha concesso allItalia un prestito di 27 milioni di Euro per la realizzazione di uno specifico programma in materia.

Va segnalato che il 24 novembre 1999 si č tenuta a Bruxelles una riunione del Consiglio di Cooperazione UE – Mercosur piů Cile per definire la metodologia che dovrebbe portare ad una associazione politico-economica tra le due regioni, ai sensi dell’Accordo Quadro Interregionale di Cooperazione tra l´Unione Europea e il Mercosur del dicembre 1995.

Dopo successive riunioni, la delegazione dell’ Unione europea, in occasione della Vş Sessione di negoziati EU/Mercosur, tenutasi a Montevideo dal 2 al 6 luglio 2001 ha presentato le proprie proposte per la stipulazione di un Accordo di Coperazione Bilaterale.

Restano in vigore l’Accordo Quadro di Cooperazione Commerciale – Economica (aprile 1994) che riguarda la realizzazione di un programma articolato e diversificato di iniziative che spaziano dai progetti di produzione forestale e di trasformazione del legname, alla promozione di attivitŕ accademiche congiunte (accordo Alfa), dallo scambio di borsisti per aggiornamenti post-laurea, all’utilizzo degli strumenti finanziari dell’Unione Europea; nonché l’Accordo di Cooperazione relativo agli usi pacifici dell´energia nucleare sottoscritto nel giugno 1996.

Accordi con l’Italia:

ˇ Accordo per la promozione e la protezione degli investimenti reciproci (Legge 18 agosto 1993, n.334).

ˇ Accordo per evitare le doppie imposizioni (Legge 27 aprile 1982, n.282).

ˇ Accordo di Cooperazione Tecnica, firmato a Roma il 30 settembre 1986, di durata triennale con rinnovo tacito.

ˇ Accordo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica, firmato a Bologna il 3 dicembre 1997, di durata quinquennale con rinnovo automatico, in attesa di ratifica da parte dei due paesi.

ˇ Trattato Generale di Amicizia e Cooperazione Privilegiate, firmato a Buenos Aires il 6 aprile 1998.

ˇ 3ş Programma esecutivo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica, firmato a Buenos Aires il 3 dicembre 1999.

ˇ Accordo di Cooperazione in materia Antartica, firmato a Buenos Aires il 6 ottobre 1992.

ˇ Accordo di Cooperazione nel campo della ricerca e della utilizzazione dello spazio extra-atmosferico a scopi pacifici, firmato a Roma il 6 ottobre 1992, rinnovato il 3 dicembre 1997.

ˇ Accordo di Cooperazione nel campo della protezione dell’ambiente, firmato a Buenos Aires il 22 maggio 1990, in vigore dal 9 gennaio 1998.

Il “Trattato generale di amicizia e cooperazione privilegiate”, che ha aggiornato nell’aprile del 1998 il Trattato per la Creazione di una Relazione Associativa Particolare, fimato nel 1987, ha trovato finora scarsa applicazione a causa della situazione recessiva che ha caratterizzato l’economia argentina sin dalla firma del protocollo nell’aprile del 1998.

Rispetto all’accordo di collaborazione tra la Societŕ Italiana per le Imprese Miste all’Estero – SIMEST S.p.A – e l’Unione Industriale Italia– UIA – omologa della Confindustria italiana, per promuovere la costituzione di imprese e societŕ miste, con particolare riferimento a quelle di piccola e media dimensione, non si sono osservate, finora, iniziative di rilievo.

Accordi commerciali con altri paesi: il Mercato Comune del Sud – MERCOSUR – (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), nato dal “Trattato di Asunción” del 1991, entrato in vigore il 1ş gennaio 1995, ha affrontato nel corso del 2000 diversi punti di attrito sulla libera circolazione di alcuni prodotti (calzature, tessili, riso,pollame ecc.), divergenze risalenti, in ultima istanza, alle distinte politiche monetarie seguite dai due principali membri: Italia (cambio fisso) e Brasile (cambio fluttuante).

Situazione Economica e Socio-Politica

L’andamento dell’economia argentina nel corso dell’anno 2003 č stato fortemente condizionato dai drastici provvedimenti presi dalle Autoritŕ in carica a cavallo tra il 2001 ed il 2002.

Come si ricorderŕ, in quel lasso di tempo fu deciso, tra l’altro, il congelamento e la trasformazione in buoni pluriennali dei depositi bancari n valuta estera, la sospensione dei pagamenti delle obbligazioni internazionali e la libera fluttuazione dei tassi di cambio che portň da 1 peso ad oltre 3 pesos la quotazione del dollaro, mentre venivano congelate le remunerazioni da lavoro dipendente.

L’immediata conseguenza di tali misure, le cui onde espansive hanno interessato tutto il 2003, sono state l’esclusione del Paese dal mercato finanziario internazionale e, soprattutto, la virtuale paralizzazione degli investimenti, nazionali e stranieri.

Particolarmente colpite sono le imprese private aggiudicatarie di servizi pubblici, le cui tariffe in moneta locale sono ancora quelle vigenti prima della svalutazione.

D’altra parte molte imprese, principalmente di piccole e medie dimensioni, nonchč tutto il settore agrozootecnico, hanno migliorato la loro situazione.

Questo fenomeno va attribuito, per le prime, soprattutto alla politica di sostituzione delle importazioni, con effetti positivi sulle ore di lavoro e sull’occupazione dei comparti interessati e, per il settore agricolo, all’effetto combinato della svalutazione, con positive ricadute sulle esportazioni, e dell’aumento dei prezzi internazionali.

Sul piano istituzionale, superata la piů grave crisi politica della storia contemporanea della Repubblica, l’anno 2003 ha visto la vittoria elettorale e l’assunzione al potere del Presidente Néstor Kirchner, con solo il 22% dei voti.

Sul piano economico, confermato al Ministero dell’Economia Roberto Lavagna, si č assistito ad una relativa stabilitŕ delle variabili economico-finanziarie piů sensibili, stabilitŕ che ha interessato in particolare i tassi di cambio ed i prezzi interni.

Sussitono, peraltro, i problemi relativi alla revisione delle tariffe dei servizi pubblici ed alle compensazioni dovute al sistema bancario, a causa del trattamento assimetrico, dettato dal Governo, delle posizioni in dollari debitorie e creditorie del sistema.

Sul piano della protesta sociale, in particolare per l’alta disoccupazione, occorre segnalare lo scavalcamento dei sindacati tradizionali da parte di organizzazioni ad hoc che sotto l’ombrello de movimento “piquetero” punta la propria forza sul blocco di ponti e nodi stradali nevralgici: un movimento questo i cui sviluppi sono tutti ancora da decifrare.

Tuttavia la situazione argentina presenta al momento (metŕ febbraio 2004), in termini generali elementi positivi anche se il clima č permeato da incertezze sugli sviluppi socio-economici a breve e medio termine.

Infatti č opinione generalizzata che si č gradualmente rafforzato il potere presidenziale anche in seguito alle recenti elezioni provinciali e parlamentari, mentre sul piano economico la conclusione di un accordo temporale con il FMI ha permesso la formulazione di una proposta iniziale di rinegoziazione del debito estero in default.

Infrastrutture e trasporti: la rete stradale si estende per circa 212.000 Km., con i principali percorsi, a pedaggio, in ottimo stato di conservazione. Visibilmente migliorata l’agibilitŕ degli accessi e delle corsie della circonvallazione della cittŕ di Buenos Aires.

Piú lenti, invece, i miglioramenti attesi dalla privatizzazione delle ferrovie (36.000 Km.), situazione che i concessionari attribuiscono al virtuale congelamento delle tariffe.

Netto il miglioramento dell’operabilitŕ dei principali porti, affidati in gestione a societŕ private, per lo piů joint-ventures con societŕ straniere.

Proseguono, a ritmo ridotto, i lavori di riammodernamento dei 33 aeroporti argentini concessi in gestione ad un consorzio ad hoc (S.E.A. 28%), mentre si č ancora in attesa di un chiarimento in seno al consorzio stesso sulla partecipazione azionaria definitiva di ciascun membro.