Fare per Fermare il Declino

Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante

Monti basta errori!

Pubblicato: Mar, 28/08/2012 - 08:30  •  da: Oscar Giannino

 

Mario Monti si appresta domani a incontrare Angela Merkel e, prima del Consiglio della Bce, il prossimo 6 settembre, di nuovo anche il presidente francese Francois Hollande. La cancelliera tedesca ieri ha risposto ai falchi della Csu che hanno tacciato Mario Draghi di essere uno «spacciatore di moneta a dei tossicodipendenti da debito». Ma le critiche della Bundesbank restano, come permane l'incertezza per la decisione che verrà assunta il 12 settembre dagli otto giudici componenti la Corte costituzionale tedesca in merito alla coerenza del fondo salva-Stati con la Legge fondamentale tedesca. I mercati finanziari continuano con prudenza a credere che alla fine la Bce terrà fede alle parole di Draghi «faremo tutto il possibile». Ma in Germania lo Spiegel ha rivelato che ormai la cancelliera pensa a lanciare in campagna elettorale l'idea di un nuovo Trattato, mettendo nero su bianco quei passi avanti verso l'unione politica e il coordinamento di bilancio che lasciano fredda Parigi.

I fattori di incertezza sono dunque numerosi e preoccupanti. Motivo in più per cui è opportuno muoversi con accortezza. Per evitare di lanciare segnali fuorvianti ai mercati , ai partner internazionali e agli italiani.

Se c'è una materia scivolosa è quella di dar consigli a chi non ne chiede, eppure è giocoforza rivolgere tre considerazioni al governo (o a una parte di esso) dopo quanto avvenuto nella breve pausa agostana e nel Consiglio dei ministri di venerdì scorso.

Primo: evitare annunci seguiti da immediate smentite e passi all'indietro. E accaduto con le dichiarazioni relative al cuneo fiscale, presentato finalmente e giustamente come il maggior ostacolo alla creazione di occupazione. Come con l'ipotesi di abbattimento dell'Iva sulle opere pubbliche. Ipotesi entrambe freddate in poche ore dal Tesoro. L'indicatore di fiducia delle famiglie italiane è ai minimi dacché viene rilevato, cioè da ben 16 anni. Suscitare aspettative per poi repentinamente deluderle è esattamente il modo attraverso il quale generare sfiducia aggiuntiva. Abbattimenti fiscali e contributivi sarebbero essenziali. Ma impongono che il Tesoro acceleri tagli alla spesa che finalmente si possano retrocedere in meno entrate, non solo a copertura di nuove spese o di nuove tasse promesse, per coprire il fatto che il debito pubblico continua a salire al ritmo di 157 milioni al giorno in questo mese.

Secondo: trarre esperienza dagli errori già compiuti, o dalle malaparate se vogliamo usare un termine meno abrasivo. Ci riferiamo per esempio alla delicata materia delle liberalizzazioni. L'enfasi iniziale del cresci-Italia è stata vissuta con delusione. Motivo per il quale occorrerebbe oggi evitare il bis. Se l'intervento sull'offerta sanitaria privata intramoenia diventa solo un giro di vite contro tale tipo di prestazione, condita da dichiarazioni del ministro per il quale la sanità italiana è ai vertici mondiali invece di porsi il problema che in una sola Regione italiana il bilancio sanitario è in attivo da 11 anni, e dall'introduzione di nuove tasse sulle

bibite gassate improntate all'idea di uno Stato «etico» che predica virtù coartando libertà individuali e mirando solo agli incassi, è ben difficile presentare tutto questo come una liberalizzazione.

Terzo: prestare attenzione ai particolari, perché notoriamente è li che il diavolo tende tranelli. Ci riferiamo qui alle annunciate accelerazioni sul versante delle dismissioni pubbliche, sulle quali ieri il Messaggero ha rivelato ai suoi lettori le nuove linee su cui si starebbe muovendo il governo. Il Tesoro ha fatto trapelare che l'intenzione sarebbe di procedere verso dismissioni per 15-20 miliardi di euro l'anno. Dopo anni di studio siamo convinti che sia possibile realisticamente perseguire dismissioni pubbliche fino a 35 miliardi l'anno per cinque anni. Ma agli occhi giustamente diffidenti del mercato e dei partner internazionali, come al fine di evitare effetti indesiderati sui valori di mercato delle classi di asset da dismettere, la differenza tra il dire e il fare sta tutta nel realismo e nell'irreversiblità delle procedure, e nell'identità, competenza ed estraneità a Stato e politica di chi dovrà gestire il processo. Da scegliere con una gara internazionale, non da identificare all'interno del perimetro pubblico. E quanto agli italiani, se solo immagineranno che lo Stato pensa a questo fine ad attingere forzosamente quote aggiuntive del loro risparmio e patrimonio, l'effetto recessivo si manifesterebbe ancor prima che il provvedimento prendesse forma. Non è un rischio da correre.

Commenti

Ritratto di francesco.sogaro

Che sia necessario abbattere il debito pubblico con una massiva dismissione di asset è evidente e mi sembra che siano numerose le proposte tecniche avanzate (anche in questo sito). Alcune sono più complesse di altre ma tutte hanno sicuramente dignità e vanno analizzate con attenzione. Quale che sia la scelta definitva (asset immobliari o mobiliari, attraverso una holding quotata, una SGR etc) mi sembra fondamentale sollevare l'attenzione su un aspetto. E' sicuramente necessario che la procedura sia affidata con una gara internazionale ma non è sufficiente. E' assolutamente importante che le modalità di remunerazione di chi si occuperà della dismissione sia quanto più possibile strutturata in modo da allineare gli interessi di chi dismette con l'interesse pubblico. L'invito, quindi è di  costruire un modello di remunerazione della o delle strutture che si occuperanno della dismissione che privilegi il raggiungimento dei risultati senza paura di remunerare adeguatamente chi sarà (SE lo sarà) in grado di valorizzare al meglio ed in tempi più rapidi il nostro patrimonio. Oggi è prassi comune del mercato finanziario. Il passato ci ha insegnato che non allineare gli interessi di chi gestisce operativamente le cessioni con chi ne beneficia apre enormi spazi all'inefficenza e alle logiche clientelari.

Ritratto di daniele.scioratto

purtroppo il problema (uno dei tanti),  secolare è la divisione in guelfi e ghibellini, bianchi e neri, sud e nord, con tutte le varianti affidabili alla fantasia.Questo  dato di fatto esclude la possibilità di analizzare con criterio logico ed onestà intellettuale ogni possibile dismissione.

il fatto, peraltro evidente, di mancanza di volontà nell'affrontare i passi necessari per un serio e fattibile piano di risanamento nazionale è evidente a tutti dalle dichiarazioni e del loro esatto contrario che giornalmente il governo o parti di esso propone.

orizzonte nero!

Ritratto di aldo.agostini

Concordo assolutamente con la necessità di evitare falsi annunci e di acquisire credibilità con le cose fatte.
Ora, i primi seri provvedimenti possono dirigersi verso la vedita del patrimonio pubblico e io mi accontenterei dei 15-20 mld promessi dal governo, basta che si faccia e si faccia bene (cioè non si svenda). Ma una seria politica di dismissioni deve da subito indicare la strada per il futuro e non fermarsi all'annuncio del vendibile ora (che in realtà rischia di essere un dopodomani, forse mai). Negli anni successivi si potrebbe pensare a vendite più sostanziose. Infatti continuo a pensare che, nel breve, sarebbe meglio garantire le emissioni dei titoli con il patrimonio pubblico e privatizzare (sul serio) non a ritmo di ... svendita.
Per i tagli il problema è che il governo non ha la forza di provvedere da subito, bloccato com'è dalle forze politiche. Forse sarebbe bene andare al voto al più presto, ma FID cosa farà?

Ritratto di ROMANA
Inviato da ROMANA il

Sono d'accordo con la vendita del patrimonio pubblico, ma CHI compra? E con che criterio riconverte/riutilizza/riedifica? Questo è un punto importante.

Ritratto di mg
Inviato da mg il

Ora speriamo che anche il PdC Monti, prima di domani, legga e si confronti con queste riflessioni. Mai dire mai.

Ritratto di fulvio.curioni

inutile sottolineare come il Dott Giannino esprima e sintetizzi un modus operandi ineccepibile.

la politica , e' responsabile , purtroppo non in solido, di questo strano metodo di gestire le cose pubbliche.

uso un plurale , poiche', alla luce di quanto letto nel punto di Oscar, aggiungo il timore di questo nuovo ridisegnamento

della politica del territorio che entro fine mese di settembre prendera' inevitabilmente corpo.

ridisegnare la politica locale, significa effettuare quel taglio di cassa , unico motivo forte e fondante le iniziative di questo governo.

a poco servono i compiti a casa dei ministri, rimandati tutti a settembre dal ministro del tesoro, ancorato al concetto delle reali

indisponibilita' di cassa dello stato .

ma allora, inutili sono le peregrinazioni europee dei vari leader,i quali, preoccupati dai rinnovi delle tornate elettorali prossime venture dei

singoli stati, sono ben consci di promettere la luna nel pozzo,sapendo che nel pozzo non c'e' piu' acqua.

occorre da subito un forte movimento di opinione, capace dal basso di informare i concittadini su alcuni semplici fondamentali del corretto

percorso di risanamento.

la finlandia , parte da una nuova generazione di leader, che stona vicino al nostro leader,che a sua volta,fa tristezza anagraficamente parlando se

avvicinato al leader del Paese.

ora, occorre quindi, senso dello stato,senso di responsabilita', senso di solidarieta', al fine di far sorgere nel territorio questa voce libera, autorevole, profetica

in grado di informare e comunicare, per fare crescere una nuova identita' di Paese, in grado di fermare davvero questo stravagante ma

ineludibile declino

Ritratto di carmine.volta

la questione rilevante è che lo Stato italiano in ogni suo intervento nell'economia, va a restringere le libertà degli attori economici al fine di effettuare prelievi diretti. l'immediatezza delle entrate a fronte di tasse e imposte di certo non convincono i mercati che l'Italia stia attuando politiche di rilancio e crescita, ma frenano sostanzialmente l'iniziativa di privati che con sacrificio, ogni giorno, si creano il proprio reddito per crearsi una vita dignitosa in uno stato che privilegia proteggere i parassiti statali dei quali non se ne può più.

Ritratto di elio.gullo
Inviato da elio.gullo il

Carmine concordo, solo una precisazione. Ai parassiti di qualunque natura andrebbero prosciugate le acque in cui pullulano, statali o non statali che essi siano. Il dirigismo - o la presenza dello stato quale soggetto che spesso distorce l'economia - è una faccia della medaglia, sul cui rovescio si trovano un bel gruppo di imprese (non statali), ben liete di godere di privilegi legati alla "vicinanza" con le istituzioni.

Ritratto di antongiulio.ciaramellano
Inviato da antongiulio.cia... (non verificato) il

La gente comune è stufa di una classe politica che non sa fare altro che spremere l'ormai esangue contribuente. Si sperava nel governo dei tecnici, che altro non si è dimostrato che fatto della stessa pasta della sinistra statilista più incallita, con misure che stanno ulteriormente aggravando la situazione economica del paese. Ieri l'imu strangolatrice, le accise sulla benzina e sigarette, oggi la tassa sulle bevande e domani forse anche la tassa sull'ombra delle tende (già vista in passato) e probabilmente la tassa sul consumo del suolo...... La gente comune è stufa di questi omuncoli pseudo titolati figli del '68 e ora titolari di cattedre prestigiose. Questo movimento deve crescere e informare l'opinione publica che una nuova via è possibile, che riporti la fiducia degli investitori locali e stranieri, rimetta dei soldi in tasca alle persone e permetta ai giovani di sperare nel futuro. Altrimenti questo paese subirà il declino nel giro di un paio di anni, con il rischio di insurrezioni popolari. Spero molto in questo movimento in cui mi riconosco totalmente nelle idee e nella classe ed educazione con cui le porta avanti, ma c'è anche bisogno di alzare il tiro e portarlo nelle strade e tra la gente comune.

Ritratto di franco.maloberti
Inviato da franco.maloberti (non verificato) il

Per fermare il declino servono azioni che riducano il debito che, come ricorda l'articolo, cresce a ritmo vertiginoso. Le dismissioni aiutano ma non bastano. Bisogna ridurre le spese improduttive o superiori al ritorno dell'investimento. Tra queste i mega stipendi a dipendenti pubblici o in aziende a partecipazione. 

Per quanto riguarda gli eventuali errori di Monti bisognerebbe prima conoscere la sua vera agenda. Se è indebolire il Paese, non siamo di fronte ad errori ...

Ritratto di emanuele.alessandroni

Questa no eh...

Anche la tassa sulle bibite gassate si stanno inventando. Il rapporto DEFICIT/PIL è a -3%, i carburanti sono alle stelle e sono ipertassati, la gente non si move più da casa, i consumi sono ai minimi storici, c'è una depressione galoppante (provocata in primis dal sig. Mario Monti) e chi ci governa cosa fa? Si inventa una nuova tassa!!! Mangi male? Digerisci peggio? PAGA!!! Non ci siamo. Sempre peggio. Nel nostro ordinamento l'assistenza sanitaria è un diritto di tutti i cittadini. E' una conquista dello stato sociale. E' a carico della fiscalità generale dello stato. Quest'ultimo non ha il diritto di sindacare sulla alimentazione dei CITTADINI. Di questo passo, CON LA SCUSA DELLA SALUTE, arriverà la tassa sulla salsiccia, sul prosciutto, sui dolci, e perche no? sul pane, sull'acqua, sulla pasta... se ci pensate tutto fa male se consumato in quantità e modi impropri, tutto. Sono solo scuse per mungere ancora i CITTADINI. Continuo a stupirmi del silenzio assordante dei nostri connazionali. Tutto va bene. Ma i girotondi?? Le camicie viola?? Tutte le più o meno sedicenti "organizzazioni culturali" che ci fracassavano i cosiddetti nella recente (e troppo lunga) era berlusconiana, dove sono finite?? Erano in piazza per qualsiasi cosa. A dire che ci veniva tolto un diritto. Per qualsiasi sciocchezza. I comitati per il SI al referensum sui servizi idrici?? I comitati contro il nucleare?? Tutti i vari intellettuali contemporanei come  attori, cantanti, menestrelli, barzellettieri, cantastorie che andavano in TV contro quello che chiamavano "psiconano fascista", DOVE SONO??? Questi ci stanno toglendo tutte le libertà primarie di un cittadino e prima di finire il lavoro staranno attenti ad averci svuotato per bene le tasche. AVANTI LIBERI, E LIBERISTI, MENO STATO !!!

Ritratto di antongiulio.ciaramellano
Inviato da antongiulio.cia... (non verificato) il

Dopo le tasse sulle barche che hanno messo in ginocchio le attività del settore, dopo la tassa sul turismo che ha favorito un bel calo del 20-30 percento nel paese leadr per bellesse architettoniche culturali e ambientali, ci manca la tassa sulle bibite ditemi un po' ... quale mutinazionale (ad es. coca cola) avrebbe interesse ad aprire ancora stabilimenti in Italia vedendo raddoppiato l'investimento da effetture e dimezzato gli utili!!!!.... Ma ci vuole proprio un pazzo per investire ancora in questo paese!!!... FilD!!!!!!!!!!!

Ritratto di antonio.lupo

Caro Oscar, cari lettori

il Presidente Monti scivola in continuazione non perche', a mio avviso, inesperto della materia  ma perche' costretto in un impossibile equilibrio politico. Egli e' sostenuto da arraffoni il cui pensiero non e' il debito pubblico ne' la retrocessione delle minori tasse a imprese e famiglie; il loro pensiero e' come perpetrarsi in assenza di idee in quei posti dove piovono piu' soldi di quanta acqua in Amazzonia. Non sono un ammiratore di Monti. Riconosco al suo discorso di incarico molta tedesca lucidita' (equita', rigore, crescita) e constato il risultato iniquo e recessivo del decreto cresci-italia (quasi un ossimoro). Avrebbe fatto bene a presentare il cresci-italia con la fiducia? A mio avviso, si'. Per Napolitano, forse, no.

Un punto programmatico di fermare-il-declino potrebbe essere quella di eliminare la centralita' dell'allocazione della spesa pubblica favore di regioni (sanita', trasporti) e comuni (scuole, welfare) nonche' favorire un rapidissimo ricambio delle cariche elettive e amministrative (es. ragioneria dello stato). Senza troppi soldi per le mani, corruttela, peculato, malversazione, clientelismo, nepotismo e tutte le altre decisioni economicamente e socialmente distruttive avrebbero meno humus.

 

 

Ritratto di carmine.volta

L'Italia soffre la mancanza di una scienza come l'economia politica, quella esistente nel nostro paese è una semplice raccolta e interpretazione dei dati. Il professor Monti, dal quale onestamente mi aspettavo di più, dovrebbe conoscerla molto bene, e a tal proposito cercare di diffonderla, più che proporre politiche di compromesso con tutte le parti politiche presenti in Parlamento. Onestamente, spero si ravveda di questo e proceda verso l'attuazione di programmi economici degni dei padri che questa scienza.

Ritratto di ROMANA
Inviato da ROMANA il

Monti è un mediatore di poteri, un sensale, l'economia politica l'ha messa a riposo. Le migliaia di funzioni che anche lui ha studiato all'Università come molti di noi 

(e che personalmente ho considerato istruttive per l'interpretazione del macro e micro mondo economico) lui non le considera.

Adesso si sta occupando di altro. 

Ritratto di roberto.pesaresi

Sono statostupito da cderte dichiarazioni incaute e per certi aspetti dilettantesche.
e'evidente la ricerca di visibilita' dei ministri unita ad una impotenza nel piegare il proprio staff che continua ad ostacolare i decreti.
speriamo bene

Ritratto di luca.bucchini

"nuove tasse sulle bibite gassate improntate all'idea di uno Stato «etico»"

Non è chiaro se le tasse per orientare i consumi alimentari siano efficaci. E'chiaro, invece, che i consumi di alcuni alimenti andrebbero diminuiti per una salute migliore.

Lasciando da parte una discussione sull'efficacia, si può affrontare la questione di principio da diversi punti di vista. Si può per esempio escludere che lo Stato abbia il dovere di orientare i consumi in modo da proteggere i consumatori. Si può però riscontrare che chi segue una dieta non corretta, con molte bibite gassate, sarà a rischio di obesità, con tutte le malattie conseguenti. E che la cura di queste malattie sarà a carico della collettività, anche di tutti coloro che non le hanno consumate.

Quindi - ammesso che funzioni - beviti pure tutta la Coca-cola che vuoi ma quando dovrò pagare il tuo conto sanitario almeno saprò che tu hai speso un po' più di me che non ne bevi. Nessuna coartazione di libertà individuale, ma una liberalissima e più equa ripartizione delle tasse.

(principio da non spingere all'infinito..ma molto sensato).

Ritratto di sauro.rosati

Le multe x la vendita dei tabacchi ai minorenni, la tassa sulle bibite troppo caloriche, lo spostamento delle slot machine ad almeno 500 m da ospedali e scuole, l'ennesima accise sul prezzo dei carburanti, ...Vedo con piacere che l'impegno di questo governo tecnico per la diminuzione del debito pubblico è ben mirata e che sicuramente darà in futuro degli ottimi risultati. Mi sembra giusto che dopo le affermazioni del ns ministro del Lavoro Fornero: "Abbiamo salvato l'Italia, ora tocca alle imprese investire" o della segrateria della Cgil Susanna Camusso: "Lo Stato compri quote delle aziende in difficoltà". ( .. dalla padella nella brace !!! ) mi pongo una lecita domanda : "Scusate, ma in che mondo vivono questi personaggi ? "  A fronte di un debito pubblico di 2.000 miliardi, in continua crescita, si parla di salvataggio dell'Italia; nell'ottica di aiuto alle Imprese si vorrebbe magari sistemare qualche nuovo burocrate parassita all'interno  di aziende che sono riconosciute nel mondo per dinamicità, creatività e voglia di sviluppo. Sono sempre più convinto che questa classe politica deve essere riformata, imponendo freni alla loro mania di grandezza, magari facendo pagare a loro tutti quegli errori che adesso dobbiamo pagare noi !! Se in un periodo di crisi come questo si sentono autorizzati ad imporre nuove regole ( leggi tasse ) ai cittadini per salvare l' Italia perchè i loro "diritti acquisiti" non si possono toccare? Perchè a pagare siamo SEMPRE noi ? Se in una azienda ci sono rami secchi che non producono, che magari tolgono linfa vitale alla crescita, SI TAGLIANO !! La politica deve avere un costo sostenuto dalla Comunità ( R.Prodi ) e questo costo impedisce lo sviluppo e la crescita del Paese la politica va TAGLIATA ! 

Ritratto di maria.tersa.bighi

LA STORIA E' TESTIMONE CHE QUALSIASI SOCIETA' AD UN CERTO PUNTO VA' VERSO UN LENTO DECLINO QUANDO TENDONO A CALARE GLI IDEALI. NORMALMENTE UN PAESE DEBOLE VENIVA CONQUISTATO MILITARMENTE E SU QUESTO L'ITALIA E' MAESTRA IN QUANTO MOLTI POPOLI STRANIERI SONO ARRIVATI IN FORZA NEL NOSTRO PAESE.LA NOSTRA DECADENZA SI PUO' FERMARE CON UN RITORNO AI VALORI DEL CRISTIANESIMO PIU' RADICALE, QUELLO CHE HA PORTATO GESU' IN CROCE CON I DUE LADRONI. VIENE DA CHIEDERSI CHI SARA' CAPACE DI ALLONTANERE I FALSI DOTTORI DAL TEMPIO.

Ritratto di roberto.fantoni

Sono totalmente d'accordo con gli amici per quanto riguarda la situazione  interna. Ritengo necessario non sottovalutare il problema Europa .Da una parte è stato un male utile in  quanto ha finalmente scoperto il bubbone della politica italiana, come mostrano gli interventi precedenti, dall'altra ha messo in evidenza le grandi difficoltà che incontra l'Unione Europea con una Germania che vuol farla da padrona. Nessuno vuol negare il grande ruolo che gli alemanni potranno avere in futuro, ma essi devono capire che non potranno mai nascere gli Stati Uniti d'Europa modellati sulla loro storia e cultura. Come non potranno mai nascere modellati sulla storia e cultura di uno solo degli stati membri. Sinceramente la costruzione della "casa comune"non  pare essere sulla strada giusta: troppi "nein" e "diktat".Auguriamoci solo che siano incomprensioni dovute al fatto che statisti, a giro, non se ne vedono.

Ritratto di paolo.mazzanti

D'accordo che non bisogna promettere riduzioni di tasse se poi non si possono mantenere: ma questo non è stato un errore di Monti, semmai di Passera e Fornero. D'accordo che gli interventi sulla sanità di Balduzzi sono dirigisti, ma Balduzzi è un cattolico di sinistra (è stato capo del legislativo della Bindi alla Salute) e i suoi progetti rispondono a questa cultura da "Stato etico". Il vero problema è che Monti non ha potuto scegliere i suoi ministri liberamente e in coerenza con la sua politica, ma se li è visti "suggerire" dai partiti che avrebbero dovuto sostenenrlo. Per questo anche nel Governo non c'è piena unità d'intenti. Per questo bisogna mantenere Monti a Palazzo Chigi anche dopo le elezioni consentendogli di proporre liberamente al Capo dello Stato i ministrri che ritiene più coerenti con la linera di risanamento dell'Italia. 

Ritratto di ROMANA
Inviato da ROMANA il

Non capisco come possa Monti restare al Palazzo. Dopo le elezioni, torniamo alla politica (se mai è stata abbandonata in merito alle scelte di governo), quindi dovrà candidarsi in rappresentanza di chi avrà la maggioranza. Monti sarà disposto a questo, qualunque colore prenda il potere? Ce lo vedi Monti che si candida premier con Grillo? Purtroppo stiamo lasciando l'epoca delle TV private e stiamo entrando in quella del cabaret. Forse potrebbe candidarsi con Bersani e i suoi fantasmagorici alleati (che ancora non ho capito chi sono). Ce lo vedi Bersani (o chi per lui) che si fa da parte proprio nel momento in cui vuole dimostrare che lui si che sa cosa fare? Mi dispiace ma non credo che sia una vita praticabile. Oppure ancora ce lo vedi un Parlamento sgangherato come quello che ci ritroveremo all'unanimità ad invocare la permanenza di Monti? MMmmm... Non credo proprio

Ritratto di paolo.mazzanti

Cara Romana, Monti può rimanere a Palazzo Chigi in due casi. O perchè nessun partito ottiene una maggioranza e si ricostituisce la "strana maggioranza" di oggi che decide di riconferirgli l'incarico per portare avanti il lavoro avviato e non completato. Oppure, secondo caso, perchè si forma una lista che si proprone esplicitamente di mantenerlo a Palazzo Chigi e ottiene la maggioranza. Io preferei questa seconda ipotesi...

Ritratto di ROMANA
Inviato da ROMANA il

Sono d'accordo con i due ipotetici scenari nei quali potrebbe esistere una formale situazione favorevole a Monti premier. Ma poi scatta la politica. Lo hanno "lasciato fare" in questa situazione perché nonon c'era altra scelta. Diffido dall'attaccamento all' "Anello del Potere" dei nostri politici: quante pressioni delle varie fazioni dovrebbe sopportare? Mah! Vedremo. In questo senso non ho ancora sentito nessun esponente politico pronunciarsi. 

Ritratto di ROMANA
Inviato da ROMANA il

Mi inserisco con un discorso meno tecnico, ma che va alle radici - a mio parere - di ogni male che stiamo vivendo. Potere. Denaro. Non sono argomenti così scontati, stiamo parlando proprio di questo, solo di questo. E' come l'Anello degli Anelli, quello per dominarli tutti nella saga del Signore degli Anelli.  Solo chi riuscirà ad avvicinarsi al potere, senza farsi da questo dominare, potrà fare davvero qualcosa. I poteri economico, politico, finanziario sono in grado di attrarre con la loro potente forza di gravità chiunque vi si avvicini, anche i più sinceri. Si parla di mancanza di ideali. Gli ideali ... mah, forse servono, forse no. Serve solo pulizia mentale e coraggio.Al punto al quale siamo arrivati, non si rammenda niente. Bisogna fare tutto nuovo. A partire dalla Legge Elettorale, che secondo me è la questione più urgente. Chi siederà in Parlamento dovrà veramente rappresentare le preferenze degli italiani. Non mi interessa più la destra, la sinistra, il centro o cosa cavolo ancora credono di propinarci con questi travestimenti. Non vogliono disfarsi dell'Anello. Bisogna trovare un Frodo ... chi sarà Frodo e la sua compagnia? Solo chi si avvicinerà con questo animo impermeabile agli influssi del potere potrà salvarci dal baratro. Altrimenti, sarà ancora un patteggiare, e di patto in patto, la strada farà un tornante, per farci tornare indietro, 

niente cambierà.

Ritratto di renato.g.a..delia

Oscar, Oscar io sono un profondo estimatore della tua intelligenza e non capisco certe tue scivolate che ahimè infocolano il pensare di tanti peones che hanno votato per coloro che ci hanno ridotto così e oggi si dichiarano liberali.

Mi spieghi, con un ragionamento logico fondato almeno sul "modus tollens", perché tassare la benzina è più giusto e liberale che tassare la soda?

Perché si brandisce lo stato etico contro chi ha la barca e la Ferrari e lo si schernisce per coloro che si ingozzano di schifezze che procurano loro il diabete ed altre malattie da curare a carico della comunità?

Forse perché associamo la barca alla ricchezza immeritata o in fondo in fondo godiamo nel sapere che qualcuno pagherà per il suo benessere. Questo però è il terzo mondo che ci propone Bersani con il valido aiuto di Vendola.

Le tasse sono odiose e te lo dice uno che non può evadere ed è circondato da chi non paga le tasse e gira in Bentley. Ma nonostante tutto penso che oggi il dovere della gente come me sia provare a risollevare le sorti della nazione con idee ed argomenti validi.

Io, pur essendo un "seaman", non ho la barca e neanche la Ferrari e sono perennemente a dieta ma ciononostante non sopporto la banalità degli argomenti. L'alimentazione e una cosa seria e gli stili di vita pure. Pensate ai benefici, anche per le casse dello stato, che il divieto di fumo (di Sirchia) ha procurato a fumatori, ex fumatori come me e a coloro che non sopportano neanche l'odore della sigaretta.

Anche Blair tassò le merendine e nessuno nella patria del liberalismo sollevò seriamente obiezioni etiche.

Chi non ha freni inibitori almeno paghi per le proprie debolezze che nuocciono alla comunità.

Io sono d'accordo con te, i problemi sono altri, però se continuiamo a ripeterlo e a trascurare la realtà, finiremo come i catto-comunisti che non si sanno sfilare un dito dal.....

................invece proviamo a risolvere i problemi che sappiamo e possiamo risolvere e.... il resto seguirà!(mind the pennies and the pounds will look after themselves).

Oggi siamo ad uno snodo cruciale! Dobbiamo educare la gente al dubbio ed al pensiero critico.

Di populismi ne abbaiamo sentiti fin troppi. Di minchiate ammantate di senso comune ne abbiamo piene le tasche. Oggi tocca  a noi seminare il germe del pensiero critico chesi spera terrà lontani nani , ballerine e clowns.

Con immutabile stima

 

Renato D' Elia

Ritratto di alberto.gregorio

Caro Renato, hai scelto un esempio perfetto per distinguere un comportamento da Stato Liberale o Etico-Paternalista.

Sono d'accordo con Te quando dici che Sirchia ha fatto una cosa giusta ed una legge liberale. Infatti poichè la  mia libertà di fumare si scontra inevitabilmente con la tua libertà di respirare liberamente (fumo passivo), una legge liberale mi vieta di fumare nei luoghi chiusi ed aperti al pubblico ma mi lascia libero di fumare a casa mia, all'aperto o dove non disturbo gli altri esercitando la mia libertà di fumare.

Diversamente la mia libertà di bere bibite gassate o dolci non incide minimamente con la tua libertà di seguire una alimentazione dietetica. 

E comunque ancora d'accordo con te. Proprio perchè NON sono queste le cose importanti di cui si debba occupare oggi il Governo che la cosa lascia tutti allibiti.

Ancora una cosa.. sono anch'io un seaman senza barca, ma essendo un velista almeno per navigare il prezzo della benzina mi preoccupa poco. Sempre che il governo non si inventi la tassa sul vento !

 

Ritratto di paolo.mazzanti

Cari Renato e Alberto, ponete un problema serissimo. Le tasse che incidono sugli stili di vita (fumo, bibite gassate, domani magari cibi grassi...) sono liberali o no? Oppure lo sono solo quandop incidono, come il fumo passivo, sulla salutre altrui? Ma estendendo il ragionamento ci si rende conto che anche le bibite gassate possono incidere sulla salute altrui nella misura in cui provocano obesità che determina malattie che impiegano risorse del sistrema sanitario che potrebbero essere utilizzate per curare altri malanni. A mio parere una tassa per scoraggiare stili di vita scorretti (che incidono sulla spesa sanitaria) potrebbe essere legittima, ma oggi non si può proporre, visto il livello enorme di pressione fiscale. Diverso sarebbe il caso in cui la tassa sulle bibite gassate andasse a ridurre il carico fiscale per esempio sulla benzina: questo potrebbe essere un provvedimento interessante...

Ritratto di alberto.gregorio

Caro Paolo, la tassa sugli stili di vita non potrà essere mai legittima per un liberale. E poi quali sono gli stili di vita "giusti" i tuoi o i miei ? si potrebbe discutere all'infinito.

 

Se poi allarghiamo le considerazioni al fatto che alcuni stili di vita essendo dannosi per la salute comportano (potrebbero comportare) dei costi sanitari a carico della collettività ... per me l'errore stà nel nostro sistema sanitario pubblico interamente a carico dei contribuenti. Ma questo è un argomento estremamente complesso e carico di implicazioni ideologiche e pseudo morali che impediscono attualmente in Italia di affrontare serenamente il problema.   Ma dovremo affrontarlo comunque prima o poi perchè la matematica dei conti pubblici ci costringerà a farlo e la spesa sanitaria è una fetta molto grande della nostra spesa pubblica.

Ritratto di luigi.pirozzi

Certo il povero Monti non ha di certo un percorso facile davanti, tante mosse da fare con un orizzonte temporale limitato, una delega politica scricchiolante ed un nutrito manipolo di tiratori scelti pronto ad impallinarlo alla minima sbavatura: ce n'è a sufficienza per entrare in depressione.......credo che meriti, almeno, rispetto per l'impegno ed il coraggio che stanno contraddistinguendo il suo operato....e poi....e poi, speriamo che il numero al trapezio che sta eseguendo riceva il massimo degli applausi....in Italia i miracoli non si possono fare in pochi mesi.....un modestissimo suggerimento? Promuovere provvedimenti i cui vantaggi siano chiaramente percepibili dalla collettività e di agevole implementazione: presente la sostituzione dei semafori con le rotatorie? La gente ha immediatamente percepito i miglioramenti, traffico più snello, tempi ridotti, minori consumi e costi più bassi: SEMPLIFICAZIONE, questo deve essere il principio ispiratore delle cose che si possono fare nei tempi ridotti a disposizione dell'attuale Governo.....rimuovere quanti più possibili ostacoli nella sanità, nella scuola, nella PA, nella giustizia, dovunque sia possibile SEMPLIFICARE, SEMPLIFICARE ED ANCORA SEMPLIFICARE

Ritratto di Dario Tiberti

D'accordo. Occorre sensibilizzare soprattutto la classe media (c'è ancora?) e quella (ex) operaia con argomenti semplici e chiari.

La politica economica dello Stato dovrebbe attenersi, in un sistema di libero mercato, non degenerato come quello attuale, a principi molto semplici: libero mercato, libera impresa entro leggi molto chiare e severe (è tutto permesso tranne ciò che è vietato).

Lo Stato (federale secondo me, l'Italia è troppo eterogenea per non esserlo) deve esercitare  essenzialmente un'azione di severo controllo del rispetto delle leggi ed esercitare una azione di ridistribuzione delle risorse a favore delle persone e delle aree più disagiate.

Al centro della società c'è la PERSONA con i propri diritti e doveri e non lo Stato, questa è l'unica ideologia che dovrebbe distinguere il concetto liberale da quello socialista.

I dettagli sono meno importanti. Una nuova e giovane classe politica deve essere dotata di un minimo senso dello Stato (come sopra) e delle massima buona fede (mica facile).

Ritratto di Dario Tiberti

chi mi può chiarire qualche concetto che mi mette in ansia e mi confonde le idee?

1- cosa succede se usciamo dall'EURO? I paesi fuori dall'euro Giappone, USA. U.K. se ne fregano del debito pubblico

anche se è parzialmente estero (a parte il Giappone)

2- perchè si considera lo spread dei titoli a 10 anni e non a quelli a più breve termine? e perchè lo spread italiano

varia anche in funzione della Grecia e della Spagna dalle quali siamo molto distanti economicamente? (contaminazione?)

3- qual'è il costo della riappropriazione della nostra sovranità? (al di là della incapacità della nostra classe politica neanche di pensarlo)

4- siamo certi che i più forti non vogliono ridurci a semplici sudditi (o schiavi) dopo averci spogliato delle nostre aziende

e della nostra residua dignità?

5- quale futuro possiamo immaginare per i nostri figli se restiamo nell'ambito europeo succubi dei più forti che ancora una

volta ci vogliono conquistare. Da una parte gli islamici (e i cinesi) dall'altra i poteri forti finanziari ed economici dai quali siamo esclusi.

Aiuto! 

Ritratto di piergiuseppe.oscar.castellini

sono già iscritto a Fermare il declino.

e concordo pienamente con quanto Oscasr Giannino sta portando avanti con grandissima fatica.

si stanno chiedendo sacrifici enormi alla "gente comune" senza neppure accennare a cambiamenti radicali che molti si aspettano e che l'Europa attende.

nulla, non si fa nulla; tutto è come prima: vessazioni, spesa pubblica, privilegi, ecc ecc.

spesso si fa riferimento agli eventi di Caporetto. qualcosa so per essere amante della storia e collezionista.

la "Linea del Piave" si impose come etremo sforzo. Non si poteve recedere: o si moriva o si poteva contrattaccare.

il fatto è che in quei giorni molti dello Stato Maggiore furono "epurati", il rapporto tra ufficiali e soldati cambiò e la razione giornaliera dei soldati aumentò di 800 cal.

 quello che sta avvenendo in questi giorni è fumo negli occhi. non si vogliono prendere le decisioni che occorerebbbero, facendo pagarde a noi cittadini lo sforzo maggore, pensando e sperando che la crisi possa essere pagata da chi ha ancora un lavoro, un piccolo reddito che evapora ogni giorno, e con manovre solo finanziarie.

basta! è da tempo che dico:"fermiamoci!; un giorno soltanto, ma fermiamoci, tutti.

prendiamo un giorno di ferie, ma fermiamoci. non usciamo di casa.

facciamo capire che chi ha la "sovranità " ("...spetta la popolo") dice basta agli attuali sistemi, un "rimprovero" a queste istituzioni che prevaricano, per potere e contenuti, sullo stato attuale delle cose e sul diritto dei cittadini ad essere tali.

  

oscar castellini

 

Ritratto di FABIO SANTAGIULIANA

Solo due parole a Oscar...ti hanno beccato con le dita nel barattolo della marmellata, ma non nelle tasche della povera gente, con le mazzette o i soldi in cassaforte!

Per come la vedo io ho sentito il bisogno di scrivere per dirti che quanto accaduto non intacca minimamente la stima e credibilità che ho verso di te e spero che queste poche righe possa essere un piccolo aiuto in questo momento difficile.

Mi auguro che la situazione si rassereni per rivederti presente più che mai in questa impresa fatta di persone che stimo moltissimo.

Un bel respiro profondo, un bel sorriso e avanti a FARE!

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