Fare per Fermare il Declino

Dobbiamo fermare il declino italiano, di cui la crisi finanziaria è solo un’aggravante

 

Contesto: Il valore dell’economia digitale e la posizione dell’Italia nel contesto internazionale

Internet è un formidabile motore di innovazione, efficienza e creazione di ricchezza.

Purtroppo però, come in altri ambiti, anche nello sviluppo digitale l’Italia sconta i colpevoli ritardi delle politiche attuate finora.

Vari indicatori suggeriscono che l’Italia è un Paese con una cultura digitale ancora limitata, una copertura ed una penetrazione della banda larga inferiore rispetto ad altri Paesi, una macchina pubblica ancora molto riluttante alla piena implementazione di processi davvero efficienti e completamente digitali.

Occorre quindi una sferzata. Occorre recuperare il tempo perduto, ridando al Paese strumenti e una visione del futuro.

Per ottenere questo occorre far vincere il mercato attraverso liberalizzazioni e privatizzazioni. Occorre introdurre il valore del merito come pilastro discriminante nelle scelte manageriali, pubbliche e private. Occorre introdurre la possibilità di valutare l’operato dei funzionari pubblici e di premiare così i più meritevoli.

Crediamo quindi nei seguenti “pilastri dell’innovazione”:

PA - Digitalizzazione e riprogettazione dei processi

  • L'Information Technology è uno strumento, come tutti gli strumenti va quindi utilizzato nel modo giusto e richiede una formazione adeguata;
  • Occorre promuovere un principio base per il quale tutto può e deve essere digitalizzato a meno che farlo costi di più;
  • L'uso dell'ICT nella pubblica amministrazione è, nella nostra visione, l'occasione non per trasferire la burocrazia esistente su computer ma per una completa riprogettazione B(G)PR dei processi governativi. Tale riprogettazione dovrà applicare i principi del "lean government" per rendere veloci, efficaci ed efficienti tutte le procedure della macchina pubblica;
  • In quest’ottica è fondamentale formare il personale all'uso dei nuovi strumenti e adeguare il dimensionamento delle piante organiche in base alla nuova organizzazione, destinando eventuali esuberi ad altre attività;
  • Occorre che l’e-procurement diventi il solo modus operandi all’interno della PA. Al riguardo è stato stimato che se la PA utilizzasse il canale online per il 30% dei suoi acquisti (vs il 7% attuale) si avrebbero risparmi pari a 7mld€;
  • L'uso del cloud è importante, ma necessita di una adeguata infrastruttura, ad oggi non presente in buona parte del paese. Va favorita, ove possibile, la gestione cloud di “software come servizio” (SaaS) che permette la scalabilità hardware, in grado di gestire picchi di utilizzo e la gestione centralizzata del software. In alcuni casi è utile anche l’introduzione di “software on demand”;
  • Riteniamo che l’efficacia del cambiamento sarà rapida e sostenibile nel tempo solo se si riusciranno ad implementare ed applicare a tutti i funzionari pubblici logiche e pratiche meritocratiche nonché di misurazione e valutazione delle prestazioni;

Infrastruttura

  • No all’intervento di CDP sulla rete Telecom, cosa che rappresenterebbe una ri-nazionalizzazione dell’infrastruttura telecom e costituirebbe un intervento distorsivo del mercato;
  • Data la conformazione del territorio occorre dare la possibilità di utilizzare tutte le tecnologie per i collegamenti dei luoghi disagiati secondo il principio della neutralità tecnologica;
  • Occorre affidare i compiti di regolazione e controllo indipendente ad Agcom e, coerentemente con la legge istitutiva, tenere la sede operativa a Napoli, per mantenere la separazione fisica rispetto a operatori e politica;
  • Riteniamo sia opportuno sviluppare politiche di incentivazione della banda larga dal lato della domanda; ad esempio attraverso un voucher al consumatore, di valore fino a 300€, per l’allacciamento in banda larga e per l’allacciamento in banda ultralarga per le zone attualmente non coperte;
  • Riteniamo si debba includere la connettività a banda larga tra gli oneri di urbanizzazione (ad es. la fibra spenta);
  • Proseguire nell’implementazione del catasto del territorio in modo da mettere a sistema le opere infrastrutturali e tecnologiche già realizzate;

Scuola digitale

  • Occorre che, come per la PA, la digitalizzazione sia un reale motore di innovazione e cambiamento e non una semplice trasposizione dei libri in digitale;
  • Occorre dotare le scuole di adeguate infrastrutture di accesso a banda larga e formare adeguatamente gli insegnanti sulle nuove tecnologie;

Open Data

  • Gli open data sono una enorme risorsa, oggi non sfruttata, per i ricercatori e per le aziende, e possono diventare un importante volano di crescita;
  • Sono necessari open format, standard di scambio delle informazioni fra le varie amministrazioni e rispettive banche dati nonché una piattaforma di condivisione delle best practice della PA;
  • Attraverso l'uso intensivo degli open data deve essere scardinata la visione di "informazione come potere". Gli open data devono essere uno strumento, a disposizione dei cittadini, di verifica dell’operato della PA (un bilancio dettagliato delle Regioni in open data avrebbe permesso un più facile controllo degli abusi che si sono verificati recentemente). Open data deve essere una consuetudine obbligatoria, chi è inadempiente dovrebbe perdere la sua funzione;
  • Per aumentare la trasparenza e anche al fine di favorire l'ampliamento dell’utilizzo di open data, pensiamo sia necessaria l'adozione di un testo come il FOIA (freedom of information act);

Sanità e Giustizia

  • Per rendere la macchina pubblica più efficiente, trasparente e vicina al cittadini riteniamo fondamentale la digitalizzazione nei settori della Sanità e della Giustizia;

Turismo

  • La competizione sul turismo passa, oggi, attraverso la fornitura di adeguati servizi internet. Il tourism è infatti il principale settore dell’e-commerce (rappresenta il 46% del fatturato e-commerce). Va quindi avviato un progetto con adeguati incentivi per lo sviluppo di open data, di consorzi e di piattaforme di prenotazione e diffusione. Occorre inoltre istituire una specifica funzione dedicata al turismo che consenta formazione e aggiornamento continuo degli operatori;

Smart cities

  • Promuoviamo le smart cities per uno sviluppo moderno e consapevole del turismo, per avere cittadini e visitatori più informati nonché per una ottimizzazione dei fattori ambientali, di consumo energetico e di territorio;
  • Crediamo occorra inoltre favorire l'introduzione dell'IPV6 e di reti miste pubbliche e private di rilevazioni dati (ad esempio con usi di Ardunio). Il federalismo che abbiamo in mente prevede al riguardo anche la consultazione diretta dei cittadini;

Copyright

  • La tutela dei contenuti va resa compatibile con il diritto e la libertà di espressione individuale;
  • Riguardo ai fornitori di contenuti digitali siamo per la libertà di scelta riguardo alla loro indicizzazione;

Micro-pagamenti e m-payments

Vista la crescente rilevanza dei device mobili e la prossima introduzione di tecnologie di mobile payments  (es. NFC) intendiamo realizzare le seguenti iniziative:

  • promuovere politiche di incentivazione e de-burocratizzazione per favorire modelli di business basati sui micro-pagamenti di contenuti (musica, libri, articoli);
  • stimolare forme di collaborazione tra i diversi attori della catena del valore (circuiti di pagamento, banche, operatori TLC, esercenti);
  • definire un quadro normativo che assicuri la diffusione e la interoperabilità dei diversi sistemi di pagamento;
  • favorire la concorrenza bancaria e quindi una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti;
  • ampliare la gamma dei “servizi in deroga” cioè di quei servizi per cui gli operatori telefonici possono offrire servizi di pagamento senza doversi costituire come “Istituto di pagamento” o Istituto di Moneta Elettronica” (ad esempio per addebito parcheggio). Ciò consentirebbe, per importi di spesa contenuti (es. sotto i 10 euro), di addebitare il pagamento direttamente sul credito telefonico;

E-Commerce

Intendiamo stimolare la digitalizzazione del Paese anche attraverso iniziative mirate allo sviluppo dell’e-commerce tra cui:

  •  introdurre incentivi fiscali attraverso una riduzione del carico fiscale sul fatturato realizzato online pari al 5% al primo anno, il 3% al secondo ed il 2% il terzo anno;
  • parificare le aliquote IVA per merce fisica ed elettronica (es. libri);
  • razionalizzare la legislazione (ad es. per l’autorizzazione di inizio attività) e semplificare gli obblighi informativi in capo all’esercente;
  • ridurre le incombenze fiscali per le vendite dirette ai consumatori, visto che i pagamenti sono tracciati e in forma elettronica;

Privacy

  • Il diritto alla privacy deve essere bilanciato alla libertà delle imprese e dei consumatori, in modo da evitare che oneri eccessivi influenzino negativamente il contesto competitivo;

 

Links

Open Data – Governo italiano

Digital Agenda for Europe – Italia

Agenda Digitale

Agenda Digitale Italiana (ADI)

Open data – Dati aperti

BPR – riprogettazione processi aziendali

Lean Government – Governo snello