Situazione Economica e Socio-Politica

L’andamento dell’economia argentina nel corso dell’anno 2003 č stato fortemente condizionato dai drastici provvedimenti presi dalle Autoritŕ in carica a cavallo tra il 2001 ed il 2002.

Come si ricorderŕ, in quel lasso di tempo fu deciso, tra l’altro, il congelamento e la trasformazione in buoni pluriennali dei depositi bancari n valuta estera, la sospensione dei pagamenti delle obbligazioni internazionali e la libera fluttuazione dei tassi di cambio che portň da 1 peso ad oltre 3 pesos la quotazione del dollaro, mentre venivano congelate le remunerazioni da lavoro dipendente.

L’immediata conseguenza di tali misure, le cui onde espansive hanno interessato tutto il 2003, sono state l’esclusione del Paese dal mercato finanziario internazionale e, soprattutto, la virtuale paralizzazione degli investimenti, nazionali e stranieri.

Particolarmente colpite sono le imprese private aggiudicatarie di servizi pubblici, le cui tariffe in moneta locale sono ancora quelle vigenti prima della svalutazione.

D’altra parte molte imprese, principalmente di piccole e medie dimensioni, nonchč tutto il settore agrozootecnico, hanno migliorato la loro situazione.

Questo fenomeno va attribuito, per le prime, soprattutto alla politica di sostituzione delle importazioni, con effetti positivi sulle ore di lavoro e sull’occupazione dei comparti interessati e, per il settore agricolo, all’effetto combinato della svalutazione, con positive ricadute sulle esportazioni, e dell’aumento dei prezzi internazionali.

Sul piano istituzionale, superata la piů grave crisi politica della storia contemporanea della Repubblica, l’anno 2003 ha visto la vittoria elettorale e l’assunzione al potere del Presidente Néstor Kirchner, con solo il 22% dei voti.

Sul piano economico, confermato al Ministero dell’Economia Roberto Lavagna, si č assistito ad una relativa stabilitŕ delle variabili economico-finanziarie piů sensibili, stabilitŕ che ha interessato in particolare i tassi di cambio ed i prezzi interni.

Sussitono, peraltro, i problemi relativi alla revisione delle tariffe dei servizi pubblici ed alle compensazioni dovute al sistema bancario, a causa del trattamento assimetrico, dettato dal Governo, delle posizioni in dollari debitorie e creditorie del sistema.

Sul piano della protesta sociale, in particolare per l’alta disoccupazione, occorre segnalare lo scavalcamento dei sindacati tradizionali da parte di organizzazioni ad hoc che sotto l’ombrello de movimento “piquetero” punta la propria forza sul blocco di ponti e nodi stradali nevralgici: un movimento questo i cui sviluppi sono tutti ancora da decifrare.

Tuttavia la situazione argentina presenta al momento (metŕ febbraio 2004), in termini generali elementi positivi anche se il clima č permeato da incertezze sugli sviluppi socio-economici a breve e medio termine.

Infatti č opinione generalizzata che si č gradualmente rafforzato il potere presidenziale anche in seguito alle recenti elezioni provinciali e parlamentari, mentre sul piano economico la conclusione di un accordo temporale con il FMI ha permesso la formulazione di una proposta iniziale di rinegoziazione del debito estero in default.

Infrastrutture e trasporti: la rete stradale si estende per circa 212.000 Km., con i principali percorsi, a pedaggio, in ottimo stato di conservazione. Visibilmente migliorata l’agibilitŕ degli accessi e delle corsie della circonvallazione della cittŕ di Buenos Aires.

Piú lenti, invece, i miglioramenti attesi dalla privatizzazione delle ferrovie (36.000 Km.), situazione che i concessionari attribuiscono al virtuale congelamento delle tariffe.

Netto il miglioramento dell’operabilitŕ dei principali porti, affidati in gestione a societŕ private, per lo piů joint-ventures con societŕ straniere.

Proseguono, a ritmo ridotto, i lavori di riammodernamento dei 33 aeroporti argentini concessi in gestione ad un consorzio ad hoc (S.E.A. 28%), mentre si č ancora in attesa di un chiarimento in seno al consorzio stesso sulla partecipazione azionaria definitiva di ciascun membro.

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