Dobbiamo fermare il declino italiano

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Erotismo italiano e film porno gratis: svelare il seducente mondo della sensualità

Indulgere nell’allettante mondo dell’erotismo e del porno italiano è un’esperienza esaltante come nessun’altra. L’Italia è stata a lungo celebrata come un centro di passione, romanticismo e sensualità, e il suo contributo al regno dell’intrattenimento per adulti non fa eccezione. Dai film classici ai capolavori contemporanei, l’erotica e il film porno gratis hanno affascinato il pubblico di tutto il mondo con le loro narrazioni provocatorie, l’estetica straordinaria e la sfacciata celebrazione della sessualità. In questa esplorazione completa, approfondiamo la profondità e l’ampiezza di questo genere accattivante, portandone alla luce la storia, l’impatto e le opere degne di nota. Preparati per un viaggio nel cuore appassionato dell’erotica e del porno italiano.

Giulio Romano: Art and Desire | Interview with exhibition curators Barbara  Furlotti and Guido Rebecchini - Herner & Co

Erotismo italiano: una breve prospettiva storica

Le origini dell’erotica italiana possono essere fatte risalire ai tempi antichi, quando l’arte e la letteratura erotica fiorirono nell’Impero Romano. Nel corso della storia, l’Italia è stata un focolaio di espressioni culturali e artistiche, spingendo oltre i confini e sfidando le norme sociali. Dagli espliciti affreschi di Pompei alla sensuale poesia di Catullo, la sensualità è sempre stata parte integrante della cultura italiana.

Avanzando rapidamente verso l’era moderna, l’erotica italiana ha trovato la sua voce cinematografica, fondendo elementi drammatici, romantici e contenuti sessuali espliciti. Cineasti come Tinto Brass, Joe D’Amato e Pier Paolo Pasolini sono stati i pionieri del genere, dando vita a una nuova ondata di narrativa sensuale che ha affascinato il pubblico sia in Italia che all’estero.

Tinto Brass: un maestro della sensualità

Tinto Brass è una delle figure più importanti dell’erotismo italiano, noto per la sua audace esplorazione della sessualità umana. I suoi film approfondiscono la complessità del desiderio, le dinamiche di potere e i confini delle relazioni convenzionali. Il capolavoro di Brass “Caligola” ha scioccato il mondo con le sue scene esplicite e la trama provocatoria, lasciando un impatto duraturo sul genere.

Storytelling rivoluzionario: i contributi di Pier Paolo Pasolini

L’acclamato regista Pier Paolo Pasolini ha abbracciato con passione l’erotismo nei suoi film, intrecciandolo con commenti sociali e critiche politiche. Opere come “Salo, o le 120 giornate di Sodoma” e “Teorema” sfidavano i tabù sociali e offrivano narrazioni stimolanti che spingevano i confini dell’erotica convenzionale.

Erotismo italiano contemporaneo: evoluzione ed esplorazione

Giungendo ai giorni nostri, l’erotica italiana continua ad evolversi ed esplorare nuove frontiere. Cineasti e artisti contemporanei stanno reinventando il genere, infondendolo con nuove prospettive e tecniche di narrazione innovative. Questa continua evoluzione garantisce che l’erotica italiana mantenga la sua rilevanza e affascini il pubblico nell’era digitale.

Letteratura erotica: un viaggio scritto nella passione

L’erotica italiana si estende oltre il regno del cinema, con una vivace tradizione di letteratura erotica. Nel corso della storia, gli autori italiani hanno creato racconti allettanti che accendono l’immaginazione ed esplorano le complessità del desiderio umano. Dal “Decameron” di Boccaccio al “La via del nido dei ragni” di Italo Calvino, la letteratura italiana offre un ricco arazzo di narrazioni sensuali.

Mantenere l’eredità: l’erotismo nell’era digitale

Con l’avanzare della tecnologia, il mondo dell’erotismo italiano si adatta e si trasforma. L’ascesa di Internet e delle piattaforme online ha consentito un’ampia diffusione di contenuti per adulti, dando origine a una gamma diversificata di siti Web, forum e servizi di streaming di erotismo italiano. Questo nuovo panorama digitale offre sia agli artisti affermati che a quelli emergenti opportunità senza precedenti per mostrare il proprio lavoro e connettersi con il pubblico.

Esplorare l’impatto: espressione artistica e percezione sociale

L’influenza dell’erotica italiana va ben oltre il suo valore di intrattenimento. Serve come potente mezzo per l’espressione artistica e sfida la percezione sociale della sessualità. Superando i confini e abbracciando la bellezza del desiderio umano, l’erotica italiana incoraggia un dialogo più aperto e inclusivo sul sesso e sul piacere.

Rompere i tabù e promuovere l’empowerment

L’esplorazione di argomenti tabù e desideri non convenzionali nell’erotica italiana può avere un profondo impatto sugli spettatori. Facendo luce su argomenti spesso stigmatizzati o nascosti, questi film e opere letterarie forniscono una piattaforma per le voci emarginate e promuovono un senso di empowerment per coloro che trovano conforto nelle loro storie.

Smantellamento degli stereotipi: il ruolo dell’erotismo italiano nel plasmare le percezioni culturali

L’erotica italiana sfida gli stereotipi tradizionali che circondano la sessualità e la stessa cultura italiana. Mettendo in mostra una vasta gamma di narrazioni e rappresentazioni, smantella le nozioni preconcette e offre una comprensione più sfumata della sensualità. Attraverso la lente dell’erotica italiana, il mondo acquisisce un apprezzamento più profondo per le conquiste artistiche e i contributi culturali dell’Italia nel suo complesso.

Il fascino enigmatico dell’erotismo e del film porno gratis italiano

L’erotica e il porno italiani rappresentano un genere incantevole ed enigmatico, che intreccia elementi di passione, desiderio e genialità artistica. Dalle sue antiche origini ai giorni nostri, l’erotica italiana ha costantemente ampliato i confini, sfidato le norme sociali e offerto un ricco arazzo di narrazioni che celebrano la bellezza della sessualità umana. Mentre approfondiamo questo mondo affascinante, scopriamo un profondo apprezzamento per il fascino accattivante dell’erotica italiana e il suo impatto duraturo sia sul regno dell’intrattenimento per adulti che sul nostro immaginario culturale collettivo.

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Il PM Giorgia Meloni è un fascista?

Dalla Seconda Guerra Mondiale, Giorgia Meloni è diventata il primo primo ministro donna d’Italia e leader del suo governo più di destra. I critici sostengono che abbia inviato segnali forti ai suoi sostenitori fascisti, nominando ministri di destra noti e rinominando i ministeri di conseguenza.

Il suo partito, Fratelli d’Italia, ha radici nel fascismo. Ha persino dichiarato che l’Italia dovrebbe prendere una “svolta di destra”. 

Che cos’è il fascismo?

Il fascismo è una filosofia e un movimento politico che sostiene il porno-nazionalismo, la violenza e l’estremo orgoglio nazionale. Ha avuto origine con il movimento fin-de-sicle del 1880, che riteneva che la civiltà avesse bisogno di una drastica revisione. I fascisti sostenevano l’emotività e l’irrazionalismo, rifiutando la razionalità, il positivismo e la società borghese. 

Lo storico Zeev Sternhell ritiene che il fascismo sia stato fondato sull’idea che la civiltà fosse in crisi e avesse bisogno di una ristrutturazione totale. Promuoveva l’ideologia della “sopravvivenza del più adatto” e usava la guerra per unire le persone.

Questa filosofia si oppone anche al socialismo, che si sforza di assicurare un’uguale prosperità a tutte le persone, indipendentemente dalla razza o dal credo. Inoltre, disapprova il marxismo rivoluzionario in quanto minaccia la sua economia basata sul capitalismo.

Crede anche nel potere della propaganda e del capro espiatorio.

Per esempio, i nazisti demonizzavano gli ebrei e altre minoranze etniche, mentre il regime italiano di Mussolini prendeva di mira i bolscevichi (marxisti radicali di estrema sinistra).

Un dittatore dirige lo Stato e prende tutte le decisioni più importanti, spesso usando il carisma per ottenere il sostegno della popolazione. Il governo controlla l’economia, rendendo illegali i sindacati, gli scioperi e altre azioni sindacali. La proprietà privata rimane privata, ma è gestita dallo Stato per gli interessi fascisti, al servizio del “Volk”, come si riferiscono a coloro che vivono entro i suoi confini.

I fascisti ricorrono anche alla violenza per ottenere il potere, compresa l’insurrezione e la mobilitazione di massa. Ma, secondo i fascisti, la violenza e l’aggressione non sono il male, anzi, le considerano strumenti essenziali della politica.

Il fascismo cerca di raggiungere l’autarchia o l’autosufficienza. Questo ideale è una via di mezzo tra il capitalismo borghese, che privilegia il profitto su tutto, e il marxismo rivoluzionario, che smantella sistematicamente molte istituzioni sociali.

Il fascismo richiede la mobilitazione totale del Paese, guidata da un leader forte come un dittatore, e un governo marziale composto da membri del partito fascista al potere. Inoltre, deve creare una nuova società costruita sulla “volontà comune” che unisce le persone.

Che cos’è il neofascismo?

Il neofascismo è un’ideologia e un movimento che si rifà a idee e pratiche fasciste. Può ispirarsi a gruppi fascisti del passato o essere semplicemente una nuova filosofia politica. In ogni caso, contiene elementi di ultranazionalismo, razzismo, xenofobia, populismo e democrazia antiliberale, spesso opponendosi alla democrazia parlamentare, al marxismo e al socialismo.

Negli Stati Uniti il neofascismo è spesso associato a gruppi come il Ku Klux Klan e i Christian Crusaders. Tuttavia, è stato osservato anche in una serie di altri gruppi. Questi possono variare da semplici bande a organizzazioni più complesse, ma tutti condividono atteggiamenti razzisti, xenofobi e discriminatori.

Il neofascismo si è diffuso nel corso del XX secolo in Europa, America Latina e Africa. Questi movimenti si oppongono all’ascesa del capitalismo e sostengono un sostanziale controllo statale dell’economia. Combattevano le istituzioni democratiche liberali e credevano in misure aggressive e repressive per impedire la diffusione del comunismo o di altre ideologie di sinistra.

I neofascisti erano noti per la loro violenza.

Si impegnavano spesso in scontri di piazza e cercavano di prendere il controllo del governo. Inoltre, hanno perpetrato attacchi terroristici a bandiera falsa, come la strage di Piazza Fontana del 1969 e l’attentato ferroviario di Bologna del 1980.

Alcuni neofascisti ritengono che la borghesia sia responsabile dei loro problemi sociali ed economici e credono che debba essere sostituita da una forma idealizzata di proletariato. Inoltre, sono contrari all’immigrazione perché ritengono che i lavoratori stranieri sottraggano posti di lavoro a quelli impiegati dalla piccola borghesia.

Sebbene alcuni gruppi neofascisti non siano riusciti a conquistare il potere, rimangono attivi in alcuni Paesi. In Francia, ad esempio, nel 1972 è stato fondato il Fronte Nazionale (FN), che da allora ha registrato una rapida crescita.

In Inghilterra, l’Unione Fascista Britannica, fondata da Sir Oswald Mosley, si è sciolta a metà degli anni Sessanta e non ha mai ottenuto alcuna influenza sulla politica nazionale. Tuttavia, altre organizzazioni estremiste, come gli Empire Loyalists e la Racial Preservation Society, hanno acquisito notorietà per le loro tattiche di lotta di strada.

La Guerra dei Sei Giorni arabo-israeliana (1967) riaccese i pregiudizi antisemiti, un tempo denigrati e ora etichettati come “antisionismo”. Purtroppo, però, questa nuova rispettabilità è stata utilizzata dai comunisti, dalla sinistra radicale e dagli attivisti del black power per diffondere le loro idee razziste.

Cosa sono i partiti di Fratelli d’Italia?

Il partito Fratelli d’Italia è una forza politica di estrema destra con radici post-fasciste che sta nascendo in Italia. Con questo aumento di consensi, potrebbe potenzialmente diventare il primo governo di destra in Italia dalla Seconda Guerra Mondiale.

Giorgia Meloni ha fondato Fratelli d’Italia nel 2012 come ex parlamentare e ministro della Gioventù, con l’intenzione di allontanare il suo partito dal passato fascista. Tuttavia, le prove dimostrano che la loro piattaforma rimane fondata sul neofascismo che affonda le sue radici nel Movimento Sociale Italiano (MSI), fondato dopo la Seconda Guerra Mondiale dai sostenitori di Benito Mussolini.

Alle recenti elezioni, Fratelli d’Italia ha ottenuto il 24% dei voti – un incredibile miglioramento rispetto al 2013, quando aveva raccolto solo il 4% dei consensi.

Ma non è una sorpresa che Fratelli d’Italia abbia avuto un tale successo; essendo un partito relativamente nuovo, si è affermato come alternativa agli altri partiti populisti. Inoltre, è entrato a far parte del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei al Parlamento dell’UE, che comprende diversi altri partiti politici conservatori, come il partito polacco Diritto e Giustizia e lo spagnolo Vox.

Una delle ragioni principali dell’ascesa del partito è la sua enfasi sul rafforzamento del governo e della sicurezza energetica. Molti elettori italiani ritengono che la sinistra abbia fallito in questi ambiti, spingendoli a rivolgersi a destra per ripristinare l’ordine e la stabilità.

Un’altra ragione per cui Fratelli d’Italia ha raggiunto il successo è dovuta a un leader carismatico che ha lavorato duramente per attrarre il pubblico più giovane. Inoltre, per ottenere questo risultato ha utilizzato strategie come la comunicazione diretta con il pubblico e le nuove tecnologie come Twitter e i social media.

Fratelli d’Italia è un partito politico ambizioso, con il potenziale per diventare un attore significativo in Europa. Ha una visione ambiziosa di come dovrebbe essere l’Unione Europea ed è allineato con diversi partiti conservatori europei. Purtroppo, non ha ancora guidato un governo e non è chiaro quali politiche attuerà una volta al potere.

Qual è la visione di Giorgia Meloni per l’Italia?

Giorgia Meloni è la leader del partito di destra Fratelli d’Italia, da cui ci si aspettava che diventasse il prossimo primo ministro del Paese a settembre, e così è stato. Con oltre il 40% di consensi nei sondaggi, il suo partito ha formato una coalizione con la Lega di Matteo Roksa Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi, diventando così la prima donna primo ministro in Italia da oltre quarant’anni e il primo capo di governo di estrema destra da decenni.

La sua visione dell’Italia è quella di “unità familiari nucleari”, uno slogan che risuona con le sue radici politiche e che enfatizza il nazionalismo. Inoltre, ha promesso di imporre un blocco navale sul Mediterraneo, di respingere gli immigrati clandestini e di dare priorità agli interessi italiani rispetto a quelli dei partner europei.

Le sue politiche e i suoi messaggi si allineano più ai predecessori fascisti del suo partito che alle correnti di sinistra. Ma, al contrario, è stata condannata sia dagli avversari politici che da alcuni membri del suo stesso partito per aver riportato in auge vecchi rancori nei confronti dei partner europei – soprattutto Germania, Francia e Russia – che alcuni nel suo partito ritengono tuttora validi.

La Meloni è stata criticata per la sua mancanza di esperienza, che ha portato alcuni a chiedersi se sia adatta a guidare un Paese. Ma non è una novizia della politica: ha fatto parte dell’ala giovanile dell’MSI per diversi anni.

Il partito MSI, fondato dai sostenitori del dittatore fascista Benito Mussolini all’inizio degli anni Quaranta, è stato la forza politica più importante d’Italia. Aveva posizioni antisemite e antiliberali.

La Meloni ha lavorato per elevare il suo partito dai margini della politica.

Vuole trasformarlo in un bastione conservatore del patriottismo che si rivolge agli italiani della classe media.

Ha anche cercato di coinvolgere una generazione più giovane di elettori politicamente impegnati, ritenendo che questo la aiuterà a ottenere la maggioranza in Parlamento. Per raggiungere questo obiettivo, ha creato un movimento giovanile nazionale che ritiene possa attrarre elettori.

Alcuni critici sostengono che la sua politica di modificare la Costituzione per introdurre un presidente eletto direttamente indebolirebbe la democrazia, in quanto potrebbe conferire il potere a una sola persona. Inoltre, sottolineano il rifiuto del suo partito di appoggiare un rapporto del Parlamento europeo che condanna l’Ungheria per la limitazione delle libertà civili e la sua opposizione alla legalizzazione della cannabis attraverso un referendum.

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Cosa ci si aspetta per l’economia italiana nel 2023

Secondo i commercianti, l’Italia è entrata in una breve recessione. Questa recessione, in atto da maggio, ha avuto un impatto sul settore del commercio al dettaglio, in particolare nel momento in cui il Paese sta passando da un’economia agricola a un’economia altamente industrializzata. Inoltre, il Paese sta vivendo molte altre sfide, tra cui l’instabilità politica, la pandemia di Covid-19 e la mancanza di riforme strutturali. Tuttavia, molti rivenditori affermano che il governo offre ancora un’opzione interessante per gli investimenti, poiché il Paese ha un’economia sana e un mercato in espansione.

TARGET2

Durante la prima parte della crisi dell’Eurozona, l’Italia ha goduto di importazioni di capitali superiori ai requisiti per finanziare il deficit delle partite correnti. Tuttavia, una volta rivalutato questo aspetto, il Paese si è trovato ad affrontare un problema di liquidità che ha colpito le sue industrie storiche. Per risolvere il problema, il governo italiano ha adottato misure di austerità. Alla fine l’Italia è stata inclusa in Target claims, il piccolo sistema di trasferimenti bancari sostenuto dalla BCE.

Sebbene TARGET2 possa essere un concetto confuso, esistono alcuni principi essenziali. Il più importante è l’esistenza di una base monetaria nell’Eurozona. Questo è positivo perché consente alle banche centrali di espandere i propri bilanci. Inoltre, l’aumento dei bilanci è anche un modo per evitare i debiti inesigibili.

Un’altra cosa è che TARGET2 ha un sistema per nascondere il debito cattivo. Non è un segreto che il sistema bancario dell’Eurozona abbia bisogno di una maggiore leva finanziaria. Molti dei suoi giovani, per la mancanza di qualsiasi crescita economica, si stanno rivolgendo a fare soldi online, caricando video su yourporn, anche onlyfans. Quindi, il presagio di una flessione è una possibilità reale. A differenza degli Stati Uniti, dove le maggiori istituzioni finanziarie sono in attivo, le maggiori banche dell’Eurozona sono a dir poco traballanti.

Ci si può solo chiedere se le banche più grandi dell’Eurosistema abbiano il capitale necessario per soddisfare i requisiti di Basilea 4. Inoltre, un problema significativo è che le banche più grandi dell’Eurosistema non sono in grado di soddisfare i requisiti di Basilea 4. Un problema significativo è che la BCE ha emesso molti prestiti a lungo termine a un sistema bancario indebolito.

Il sistema di regolamento TARGET2 consente alle banche centrali di rimanere a galla. Se l’euro fallisce, potrebbe verificarsi una cascata di perdite che farebbe implodere l’intero sistema.

Pandemia di Covid-19

A marzo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia di COVID-19. Si ritiene che più di 35.000 persone siano state colpite dalla malattia. Si ritiene che dall’inizio dell’epidemia in Italia siano morte più di 35.000 persone. L’epidemia ha messo sotto pressione i sistemi sanitari più avanzati d’Europa.

Il governo italiano ha risposto all’epidemia con una serie di misure. Tra queste, il divieto di viaggiare, le restrizioni agli spostamenti e la quarantena forzata. Ma queste misure non hanno impedito l’aumento dei casi.

Ad aprile, i PMI manifatturieri e dei servizi sono calati e la fiducia dei consumatori è diminuita. Tuttavia, nonostante le turbolenze iniziali, il governo sta facendo progressi nella risposta alla crisi.

Una delle principali sfide che l’Italia deve affrontare è la disoccupazione. Purtroppo i tassi di disoccupazione sono aumentati negli ultimi sette anni. La necessità di riforme strutturali è evidente, dato che l’economia del Paese è in difficoltà.

A maggio è stato annunciato un pacchetto di 15 miliardi di euro che ha aiutato la ripresa della fiducia delle imprese. Tuttavia, la disoccupazione rimane ostinatamente alta.

Inoltre, l’economia italiana è fortemente dipendente dalle importazioni e dal petrolio. La situazione è aggravata dal congelamento del commercio internazionale. Di conseguenza, i prezzi del greggio sono crollati e l’impatto è stato drammatico.

L’UE ha esortato il governo italiano a procedere con le riforme economiche. Le riforme più importanti sono la riforma del lavoro, una nuova legge elettorale e la revisione del Senato.

Si prevede inoltre che la BCE allenti i tassi di interesse a breve termine e il tasso ufficiale è stato ridotto. Tuttavia, l’impatto di questa politica sull’economia italiana sarà probabilmente limitato.

Instabilità politica

I rivenditori italiani affermano che il Paese è entrato in una breve recessione. Di conseguenza, i prezzi di molti beni sono scesi, causando un calo della domanda. Tuttavia, il settore della vendita al dettaglio si sta reinventando.

Il settore retail sta investendo nel commercio online. Tuttavia, è necessario fare di più per compensare le perdite nel settore della vendita al dettaglio tradizionale.

Una delle maggiori sfide che l’Italia sta affrontando è una spirale deflazionistica. Come l’economia giapponese da decenni, il calo dei prezzi erode il potere d’acquisto, portando alla perdita di posti di lavoro e alla chiusura di aziende.

Molti consumatori si trovano ad affrontare la stessa sfida. L’alto tasso di disoccupazione, unito alla diminuzione del tenore di vita, li ha lasciati senza una solida base per un’economia prospera. Nonostante ciò, molti giovani italiani si rivolgono a siti come xxxgr per caricare i propri contenuti e sbarcare il lunario.

Oltre al ciclo deflazionistico, l’Italia deve affrontare anche una crisi demografica. L’Italia è una delle popolazioni più anziane e che invecchiano più rapidamente al mondo. Questo è il risultato della riduzione dei tassi di fertilità e delle nascite.

L’italiano medio ha meno capacità di spesa rispetto a un decennio fa. Di conseguenza, i giovani lasciano l’Italia per cercare lavoro altrove.

L’Unione Europea ha chiesto all’Italia di procedere con le riforme strutturali. Il nuovo governo deve affrontare l’incertezza economica e l’aumento del debito. Nonostante queste difficoltà, il mercato italiano sta reagendo.

L’industria italiana del commercio al dettaglio si sta reinventando. Tra i maggiori rivenditori figurano Geox, Benetton, Prada e Bottega Veneta.

Mancanza di riforme strutturali

La mancanza di riforme strutturali in Italia ha portato il Paese a una breve recessione. Ad aprile, il tasso di inflazione armonizzato è rimasto a livelli record e i PMI manifatturieri e dei servizi sono scesi.

Per l’Italia, una recessione è definita come due trimestri consecutivi di calo del PIL. Si tratta quindi di una grave preoccupazione, soprattutto a causa del forte indebitamento.

Un motivo fondamentale per cui l’Italia ha sperimentato la stagnazione economica è l’elevato tasso di disoccupazione. La disoccupazione è aumentata costantemente negli ultimi sette anni. Ciò accentua il problema del basso tasso di fertilità dell’Italia, che riduce il numero di nascite. Inoltre, la riduzione del tasso di natalità significa che la popolazione italiana ha bisogno di un maggior numero di persone in età lavorativa, riducendo così il gettito fiscale necessario a ripagare il debito pubblico.

Negli ultimi sei anni l’Italia ha registrato una crescita anemica delle importazioni e delle esportazioni di merci. Mentre il Paese ha superato il tasso di crescita delle esportazioni nazionali di merci, le importazioni sono rallentate.

Durante la prima serrata del maggio 2020, molti settori sono stati chiusi, provocando una notevole riduzione della produzione e dei consumi. Di conseguenza, molti lavoratori sono stati licenziati. Tuttavia, il governo ha apportato alcuni adattamenti per superare questo problema.

D’altra parte, il commercio al dettaglio ha sofferto drammaticamente a causa della perdita di incassi. Inoltre, l’assenza di turisti internazionali ha causato entrate negative.

La trasformazione economica da Paese agricolo a Paese altamente industrializzato

La trasformazione economica dell’Italia da Paese agricolo a Paese industrializzato ha rappresentato un cambiamento drammatico. Di conseguenza, l’economia del Paese è diventata sempre più integrata nel commercio europeo. Tuttavia, l’Italia ha dovuto affrontare diverse sfide, tra cui un tasso di disoccupazione costantemente elevato, un’economia fortemente dipendente dalle importazioni e un debito pubblico elevato.

La chiave del miracolo economico italiano del dopoguerra è stato lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Queste imprese producevano beni di alta qualità. Prodotti come plastica, xxx, automobili, macchine da cucire ed elettrodomestici hanno reso famosa l’Italia.

Le piccole aziende agricole hanno prosperato grazie ai sussidi della CEE. Di conseguenza, la R&S agricola è stata una delle principali forze trainanti della transizione. Inizialmente, le leggi di riforma agraria miravano a creare una società di contadini coltivatori. Tuttavia, la ridistribuzione non ha portato all’emergere di piccoli agricoltori come proprietari terrieri.

Le politiche orientate alla crescita e il contenimento del deficit di bilancio hanno aiutato l’Italia a superare le difficoltà economiche dei primi anni Ottanta. Tuttavia, dopo la fine della Guerra Fredda, sono aumentate le pressioni politiche di riforma. Ciò ha portato a una riduzione della spesa pubblica. Inoltre, la cattiva gestione della spesa pubblica da parte del governo ha deteriorato le finanze pubbliche.

Il land grabbing è stato un fattore significativo nella trasformazione dell’agricoltura italiana. Le acquisizioni di terreni su larga scala hanno coinvolto capitali stranieri. Di conseguenza, ha influito sia sull’economia che sulla vita delle comunità rurali nelle regioni periferiche.

Durante gli anni ’60, il tasso di natalità è diminuito significativamente nell’Italia meridionale. Anche nella maggior parte delle regioni settentrionali è sceso al di sotto dei livelli di sostituzione.

Guerra in Ucraina

La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha causato gravi perturbazioni nei mercati globali. Il conflitto ha avuto un impatto significativo sul sistema energetico mondiale, interessando i Paesi di tutto il mondo.

Ha esacerbato le disparità territoriali e una serie di altre sfide. Le Nazioni Unite stimano che quasi il 30% della popolazione ucraina sia sfollata. Si stima invece che 8,3 milioni di persone saranno rifugiate entro la fine dell’anno. Inoltre, durante il conflitto, il sistema di produzione alimentare globale è stato interrotto.

I Paesi membri dell’OCSE stanno perseguendo varie opzioni per rispondere a queste sfide. Nel breve termine, l’OCSE sta preparando nuove misure per rafforzare il sostegno al governo democraticamente eletto dell’Ucraina.

Da parte sua, l’Ucraina ha attuato riforme per migliorare lo sviluppo locale e la fornitura di servizi pubblici. Queste includono un quadro di pianificazione dello sviluppo regionale a più livelli, la creazione di 1.469 comuni accorpati e un aumento significativo dei finanziamenti pubblici per lo sviluppo regionale e locale.

Le forze armate ucraine sono tra le più addestrate e meglio equipaggiate al mondo. Inoltre, il loro impegno a ripristinare l’integrità territoriale le ha rese protagoniste del conflitto. Ma non si sono ancora riprese del tutto dallo shock iniziale.

Allo stesso modo, un forte shock commerciale ha indebolito l’economia europea. Di conseguenza, si prevede che la regione rallenti la crescita del PIL dal 3,2% nel 2022 allo 0,6% nel 2023.

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Il piano dell’Italia per migliorare la propria economia

Il governo afferma che grazie agli investimenti pianificati e alle riforme strutturali, il prodotto interno lordo dell’Italia sarà superiore di 3,6 punti percentuali rispetto a oggi entro il 2026. Il piano copre dozzine di progetti in sei categorie: cambiamento ambientale, digitalizzazione, infrastrutture, istruzione, ricerca, leggi sul porn, inclusione sociale e salute. Bruxelles ha dichiarato che non ci sarà una data obiettivo ufficiale per la presentazione dei piani di ripresa economica dei 27 paesi dell’UE il 30 aprile. Tuttavia, non ci sarà una scadenza rigida entro la quale dovranno presentare metà del programma entro maggio.

Il Ministero per la Transizione Ecologica ha creato il compito di redigere un piano sotto Roberto Cingolani, fisico e accademico, uno degli otto ministri tecnici del gabinetto misto di Draghi. Il piano di ripresa è una possibile strategia nazionale per il governo italiano. Coinvolge piccole e medie imprese negli sforzi locali.

I paesi dovrebbero gestire gli shock combinati e i loro effetti a cascata parallelamente all’implementazione di pacchetti di stimolo. Ritirarsi dagli shock e introdurre rigide misure di risanamento di bilancio è rischioso perché potrebbe far sì che gli investimenti pubblici diventino una variabile di aggiustamento.

Ciafani vede il prossimo piano di ripresa economica come un’opportunità per raggiungere i settori dell’economia italiana che hanno sofferto di più durante la pandemia. Oltre al piano di ripresa, l’Italia ha la possibilità di raccogliere questa sfida.

Italy approves post-Covid economic recovery plan - The Local

Gli sforzi dei gabinetti

Se approvato dal gabinetto, il piano sarà sottoposto al parlamento italiano per discussione, emendamento e votazione. I membri dell’UE hanno tempo fino alla fine di aprile per offrire i loro piani di ripresa definitivi. Dove una revisione della Commissione europea verificherà se sono conformi agli standard richiesti per la prossima generazione di programmi dell’UE. In caso contrario, l’esecutivo dell’UE chiederà agli Stati membri di modificare i loro piani.

Non stiamo indagando se la spesa in questi piani costituisca una nuova spesa o semplicemente copra le spese prima della pandemia. La maggior parte dei piani di recupero relativi alla RRF sono nel programma italiano. Ci stiamo concentrando sulla spesa finanziata dall’UE. L’Italia ha incluso nel suo piano spese aggiuntive per le risorse nazionali.

Recupero resiliente del Canada: deviazione di 3,3 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali Ad agosto, il governo canadese ha annunciato un miglioramento dei finanziamenti per progetti infrastrutturali in tutto il paese. Le province e i territori hanno destinato il 10% dei fondi ricevuti in precedenza per investimenti nei programmi infrastrutturali del Canada in un nuovo flusso di finanziamenti per la resilienza COVID-19.

La diversa struttura dei piani rende difficile il confronto. Dei quattro paesi, il piano italiano prevede prestiti dalla RFR. La sua strategia è molto più ambiziosa (€ 20,5 miliardi, € 6,9 miliardi in sovvenzioni RFR, € 1,2 miliardi in sovvenzioni ReactsEU e € 12,3 miliardi in prestiti RTR) rispetto al piano spagnolo, che include € 5,7 miliardi in sovvenzioni RRR. Il programma spagnolo suggerisce che alcuni paesi potrebbero richiedere prestiti RFR in futuro.

Come gli altri paesi stanno affrontando la loro economia

Ripresa sostenibile in Colombia: il presidente sottolinea le ambizioni che vede per la Colombia di rimettere in carreggiata la ripresa economica. Presidente colombiano: Juan Manuel Santos ha preso parte a una conferenza virtuale il 20 agosto 2020. Per discutere il ruolo cruciale del piano di ripresa economica del governo, denominato Compromiso por el Futuro Colombia.

Il piano mira, tra le altre cose, a creare 152.000 strutture di assistenza all’infanzia aggiuntive e 76.000 asili nido per bambini per affrontare le strozzature strutturali che scoraggiano i genitori dall’avere figli e scoraggiano le donne dal lavorare. Tra le altre cose, 319 miliardi di euro saranno investiti nell’istruzione e nella ricerca. Collegare meglio gli edifici scolastici fatiscenti e modernizzare i curricula universitari per incoraggiare più studenti a conseguire titoli di studio più alti. L’Italia soffre di una fuga di cervelli, con i suoi studenti più brillanti che cercano titoli più alti per trovare lavori che non arrivano. I giovani studenti universitari stanno cercando altre fonti di denaro come pubblicare video su annunci69. I giovani italiani si aspettano di essere i principali beneficiari dei posti di lavoro creati dalla trasformazione digitale e ambientale dell’economia. Raccoglieranno più vantaggi, come aiuto per ottenere un mutuo e pagamenti ridotti per acquistare la propria casa.

Il piano prevede che l’economia italiana, contratta dell’8,8% lo scorso anno, crescerà del 3,6% in base alle proiezioni del piano. Entro il 2026 il suo tasso di occupazione aumenterà di 3,2 punti percentuali. Ulteriori 22,4 miliardi di euro saranno investiti nell’inclusione sociale attraverso programmi di investimento per migliorare la formazione delle donne e le opportunità di lavoro e aiutare le città a migliorare l’accesso e le opportunità per le persone disabili. In combinazione con più asili nido, rimuoverà gli ostacoli che impediscono alle donne italiane di prendersi cura di giovani, anziani, malati e disabili a casa. Un ulteriore 27% del piano sarà destinato alla trasformazione digitale dell’economia, con la pubblica amministrazione che aumenterà l’accesso ai servizi Internet ad alta velocità nelle scuole e incoraggerà il settore privato a digitalizzare.

Sforzi e soluzioni

Come sottolinea il Circular Economic Network, una coalizione di imprese e associazioni di imprese, nel suo ultimo rapporto. L’Italia è tutt’altro che efficiente nell’utilizzo di risorse scarse, in ritardo negli investimenti, nell’innovazione e nei brevetti. Inoltre manca una strategia nazionale o un piano d’azione.

La Finlandia riceverà 2,3 miliardi di dollari dallo strumento dell’UE per il recupero e la resilienza tra il 2021 e il 2023. Sebbene la Finlandia abbia intenzione di utilizzare i fondi di recupero dell’UE per una ripresa verde, intende anche investire i fondi nella riduzione delle emissioni di carbonio e nella promozione della sostenibilità ambientale.

L’aumento delle opportunità di lavoro per donne e giovani dovrebbe essere una priorità. Quindi non si rivolgono a siti come pornohub per cercare qualche soldo per sbarcare il lunario. La disoccupazione giovanile in Italia è nel 30% più ricco e quasi nella fascia più bassa dell’UE per quanto riguarda la partecipazione delle donne alla forza lavoro. L’anno scorso l’Italia ha perso più di 456.000 posti di lavoro a causa della pandemia.

Italy's Economic Pain Shows Burden of National Coronavirus Lockdowns - WSJ

Molti governi hanno annunciato ampi pacchetti di stimolo, il più ampio dei quali è stato adottato nel 2008 e incentrato sugli investimenti pubblici. Hanno dato la priorità a tre aree: (i) rafforzare il sistema sanitario, (ii) digitalizzazione e (iii) accelerare la transizione verso un’economia a emissioni zero.

I tassi di mortalità correlata al Covid 19 hanno un’intensa concentrazione regionale. In ogni paese, i decessi per COVID 19 ogni 100.000 abitanti variano notevolmente. In Italia, ad esempio, la Calabria è la regione più colpita, con 55 morti ogni 100.000 abitanti. Al contrario, ne risentono 17,1 ogni 100.000 abitanti in Lombardia.

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Accordi con l’Unione Europea

Accordi con l’Unione Europea: nonostante la disdetta (dicembre 1998) da parte argentina dell’ ”Accordo sulle relazioni in materia di Pesca marittima”, che ha leso gli interessi di alcuni armatori europei, il 20 settembre 1999 č stato firmato un Accordo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra la UE, inteso a facilitare l’accesso reciproco ai programmi di attivitŕ di ricerca e sviluppo tecnologico.

Successivamente č stato sottoscritto un convegno di promozione della cogenerazione di energia, conosciuto sotto la sigla ARCO (Attracting Resources to Cogeneration), con il quale la UE ha concesso allItalia un prestito di 27 milioni di Euro per la realizzazione di uno specifico programma in materia.

Va segnalato che il 24 novembre 1999 si č tenuta a Bruxelles una riunione del Consiglio di Cooperazione UE – Mercosur piů Cile per definire la metodologia che dovrebbe portare ad una associazione politico-economica tra le due regioni, ai sensi dell’Accordo Quadro Interregionale di Cooperazione tra l´Unione Europea e il Mercosur del dicembre 1995.

Dopo successive riunioni, la delegazione dell’ Unione europea, in occasione della Vş Sessione di negoziati EU/Mercosur, tenutasi a Montevideo dal 2 al 6 luglio 2001 ha presentato le proprie proposte per la stipulazione di un Accordo di Coperazione Bilaterale.

Restano in vigore l’Accordo Quadro di Cooperazione Commerciale – Economica (aprile 1994) che riguarda la realizzazione di un programma articolato e diversificato di iniziative che spaziano dai progetti di produzione forestale e di trasformazione del legname, alla promozione di attivitŕ accademiche congiunte (accordo Alfa), dallo scambio di borsisti per aggiornamenti post-laurea, all’utilizzo degli strumenti finanziari dell’Unione Europea; nonché l’Accordo di Cooperazione relativo agli usi pacifici dell´energia nucleare sottoscritto nel giugno 1996.

Accordi con l’Italia:

ˇ Accordo per la promozione e la protezione degli investimenti reciproci (Legge 18 agosto 1993, n.334).

ˇ Accordo per evitare le doppie imposizioni (Legge 27 aprile 1982, n.282).

ˇ Accordo di Cooperazione Tecnica, firmato a Roma il 30 settembre 1986, di durata triennale con rinnovo tacito.

ˇ Accordo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica, firmato a Bologna il 3 dicembre 1997, di durata quinquennale con rinnovo automatico, in attesa di ratifica da parte dei due paesi.

ˇ Trattato Generale di Amicizia e Cooperazione Privilegiate, firmato a Buenos Aires il 6 aprile 1998.

ˇ 3ş Programma esecutivo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica, firmato a Buenos Aires il 3 dicembre 1999.

ˇ Accordo di Cooperazione in materia Antartica, firmato a Buenos Aires il 6 ottobre 1992.

ˇ Accordo di Cooperazione nel campo della ricerca e della utilizzazione dello spazio extra-atmosferico a scopi pacifici, firmato a Roma il 6 ottobre 1992, rinnovato il 3 dicembre 1997.

ˇ Accordo di Cooperazione nel campo della protezione dell’ambiente, firmato a Buenos Aires il 22 maggio 1990, in vigore dal 9 gennaio 1998.

Il “Trattato generale di amicizia e cooperazione privilegiate”, che ha aggiornato nell’aprile del 1998 il Trattato per la Creazione di una Relazione Associativa Particolare, fimato nel 1987, ha trovato finora scarsa applicazione a causa della situazione recessiva che ha caratterizzato l’economia argentina sin dalla firma del protocollo nell’aprile del 1998.

Rispetto all’accordo di collaborazione tra la Societŕ Italiana per le Imprese Miste all’Estero – SIMEST S.p.A – e l’Unione Industriale Italia– UIA – omologa della Confindustria italiana, per promuovere la costituzione di imprese e societŕ miste, con particolare riferimento a quelle di piccola e media dimensione, non si sono osservate, finora, iniziative di rilievo.

Accordi commerciali con altri paesi: il Mercato Comune del Sud – MERCOSUR – (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), nato dal “Trattato di Asunción” del 1991, entrato in vigore il 1ş gennaio 1995, ha affrontato nel corso del 2000 diversi punti di attrito sulla libera circolazione di alcuni prodotti (calzature, tessili, riso,pollame ecc.), divergenze risalenti, in ultima istanza, alle distinte politiche monetarie seguite dai due principali membri: Italia (cambio fisso) e Brasile (cambio fluttuante).

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Situazione Economica e Socio-Politica

L’andamento dell’economia argentina nel corso dell’anno 2003 č stato fortemente condizionato dai drastici provvedimenti presi dalle Autoritŕ in carica a cavallo tra il 2001 ed il 2002.

Come si ricorderŕ, in quel lasso di tempo fu deciso, tra l’altro, il congelamento e la trasformazione in buoni pluriennali dei depositi bancari n valuta estera, la sospensione dei pagamenti delle obbligazioni internazionali e la libera fluttuazione dei tassi di cambio che portň da 1 peso ad oltre 3 pesos la quotazione del dollaro, mentre venivano congelate le remunerazioni da lavoro dipendente.

L’immediata conseguenza di tali misure, le cui onde espansive hanno interessato tutto il 2003, sono state l’esclusione del Paese dal mercato finanziario internazionale e, soprattutto, la virtuale paralizzazione degli investimenti, nazionali e stranieri.

Particolarmente colpite sono le imprese private aggiudicatarie di servizi pubblici, le cui tariffe in moneta locale sono ancora quelle vigenti prima della svalutazione.

D’altra parte molte imprese, principalmente di piccole e medie dimensioni, nonchč tutto il settore agrozootecnico, hanno migliorato la loro situazione.

Questo fenomeno va attribuito, per le prime, soprattutto alla politica di sostituzione delle importazioni, con effetti positivi sulle ore di lavoro e sull’occupazione dei comparti interessati e, per il settore agricolo, all’effetto combinato della svalutazione, con positive ricadute sulle esportazioni, e dell’aumento dei prezzi internazionali.

Sul piano istituzionale, superata la piů grave crisi politica della storia contemporanea della Repubblica, l’anno 2003 ha visto la vittoria elettorale e l’assunzione al potere del Presidente Néstor Kirchner, con solo il 22% dei voti.

Sul piano economico, confermato al Ministero dell’Economia Roberto Lavagna, si č assistito ad una relativa stabilitŕ delle variabili economico-finanziarie piů sensibili, stabilitŕ che ha interessato in particolare i tassi di cambio ed i prezzi interni.

Sussitono, peraltro, i problemi relativi alla revisione delle tariffe dei servizi pubblici ed alle compensazioni dovute al sistema bancario, a causa del trattamento assimetrico, dettato dal Governo, delle posizioni in dollari debitorie e creditorie del sistema.

Sul piano della protesta sociale, in particolare per l’alta disoccupazione, occorre segnalare lo scavalcamento dei sindacati tradizionali da parte di organizzazioni ad hoc che sotto l’ombrello de movimento “piquetero” punta la propria forza sul blocco di ponti e nodi stradali nevralgici: un movimento questo i cui sviluppi sono tutti ancora da decifrare.

Tuttavia la situazione argentina presenta al momento (metŕ febbraio 2004), in termini generali elementi positivi anche se il clima č permeato da incertezze sugli sviluppi socio-economici a breve e medio termine.

Infatti č opinione generalizzata che si č gradualmente rafforzato il potere presidenziale anche in seguito alle recenti elezioni provinciali e parlamentari, mentre sul piano economico la conclusione di un accordo temporale con il FMI ha permesso la formulazione di una proposta iniziale di rinegoziazione del debito estero in default.

Infrastrutture e trasporti: la rete stradale si estende per circa 212.000 Km., con i principali percorsi, a pedaggio, in ottimo stato di conservazione. Visibilmente migliorata l’agibilitŕ degli accessi e delle corsie della circonvallazione della cittŕ di Buenos Aires.

Piú lenti, invece, i miglioramenti attesi dalla privatizzazione delle ferrovie (36.000 Km.), situazione che i concessionari attribuiscono al virtuale congelamento delle tariffe.

Netto il miglioramento dell’operabilitŕ dei principali porti, affidati in gestione a societŕ private, per lo piů joint-ventures con societŕ straniere.

Proseguono, a ritmo ridotto, i lavori di riammodernamento dei 33 aeroporti argentini concessi in gestione ad un consorzio ad hoc (S.E.A. 28%), mentre si č ancora in attesa di un chiarimento in seno al consorzio stesso sulla partecipazione azionaria definitiva di ciascun membro.

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Energia

Sono nato a Cuneo il 10 aprile 1969. Abilitato come avvocato e come solicitor inglese, svolgo la professione presso la sede di Milano di uno studio legale associato del quale sono socio. Assisto i miei clienti in operazioni straordinarie, contratti internazionali e arbitrati prevalentemente nei settori dell’energia elettrica, petrolio e gas naturale. Sono docente del Master in Energia e Finanza presso il Politecnico di Milano e del Master SAFE. Ex-giocatore di pallacanestro, sono ora un profondo amante sia dell’alpinismo sia della marineria. Ho aderito con fervore sin dalla prima ora, a Fermare il Declino

Primo Documento

3. Giustizia

L’obiettivo del gruppo di lavoro è di approfondire il 7° punto del nostro programma e presentare alcune proposte concrete di riforma. Per troppo tempo i temi della giustizia sono stati oggetto di un dibattito sterile, politicizzato e motivato eminentemente da interessi personali. Per noi, invece, parlare di giustizia vuol dire innanzi tutto affrontare i temi dell’efficienza, della specializzazione dei giudici e della produttività. In altri termini, vogliamo una macchina della giustizia più rapida ed equa che dia certezza sui tempi, fiducia nella possibilità di ottenere una effettiva tutela e favorisca la ripresa degli investimenti, contribuendo alla crescita del PIL. Siamo consapevoli che vi sono molti altri delicati temi da affrontare che potrebbero toccare questioni anche di rilievo costituzionale, ma pensiamo che oggi sia essenziale dare la preminenza a queste problematiche che toccano la vita di tutti. Naturalmente affronteremo anche i temi più strutturali con implicazioni costituzionali e forniremo le nostre soluzioni. Nei prossimi giorni verranno pubblicate sul sito alcune prime proposte sulle quali vogliamo aprire il dibattito. Quindi organizzeremo un primo appuntamento pubblico per illustrare le nostre idee e confrontarci con aderenti, simpatizzanti ed esperti. Il gruppo è aperto alle idee di tutti coloro che in qualche modo fanno parte del mondo della giustizia: avvocati, docenti di diritto, notai, commercialisti, giudici, consulenti del lavoro, consulenti tributari, ecc. Partecipate, scrivete, pubblicate e soprattutto parlatene con i vostri amici e colleghi. Aderite e fate aderire. Questa è l’occasione per promuovere delle riforme concrete che incidano in modo virtuoso sulla vita di tutti noi.

Coordinato da Alberto Bisin, Alberto Saravalle e Leonardo D’Urso il gruppo è suddiviso in tre sottogruppi:

Giustizia Tributaria (Coordinato da Andrea Manzitti, Avvocato in Milano, Responsabile del  Progetto Fisco di Confindustria, già Capo Dipartimento per le Politiche Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Sono professore di Economia alla New York University e mi occupo di finanza, economia degli incentivi, politiche economiche e sociali, immigrazione. Sono nato a Milano e cresciuto nell’hinterland. Mi sono laureato all’Universita’ Bocconi nell’87; relatore di tesi Mario  Monti. Dopo un anno come assistente in Bocconi e il militare in Aeronautica, sono partito per gli Stati Uniti. Ho ricevuto un dottorato di ricerca in economia dalla University of Chicago nel 1993, lavorando a stretto contatto, tra gli altri, con Gary Becker. Nel 1993 sono stato scelto per il Review of Economic Studies Tour, un tour di conferenze riservato ogni anno alle 7 migliori tesi di dottorato in  economia al mondo. Dopo aver vinto una delle prime Human Capital and Development Fellowship della Unione Europea, che ho utilizzato per un anno di ricerca a Delta, allora centro di ricerca economica della Ecole Normale Superieure di Parigi, sono diventato Assistant Professor al Massachusetts Institute of Technology. Nel 1996 ho accettato un’offerta dalla New York University, dove sono in seguito diventato Associate Professor e quindi Full Professor.

Tra le mie altre  esperienze di insegnamento e ricerca figurano quelle alla University of Minnesota, alla Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, e alla Università Bocconi. Ho anche avuto varie esperienze di consulente alla Federal Reserve bank di New York. Oggi sono membro di vari istituti di ricerca: l’NBER di Boston, il CESS di NYU, il CIREQ dell’Università di Montreal, l’IZA di Bonn, e l’IGIER dell’Università Bocconi, tra gli altri. Sono anche membro dell’Advisory Board dell’Institut d’Etudes  Avancées della University of Cergy-Pontoise di Parigi, e del Comitato Scientifico dell’ Helix Center di New York.

Tra le mie occupazioni amministrative sono da annoverare l’attività di membro del gruppo di valutazione per le scienze economiche dello European Research Council, il centro per la ricerca dell’Unione Europea, e di quello dell’Anvur, l’agenzia che valuta il sistema universitario e la ricerca in Italia. Ho anche partecipato al primo esperimento italiano di valutazione dell’università, il CIVR del 2004. Recentemente ho svolto l’attività di consulente scientifico del Dean of Social Sciences di NYU Abu Dhabi, un College of Arts and Sciences nato nel 2010 dalla collaborazione di NYU con il governo degli Emirati Arabi. Le mie pubblicazioni scientifiche spaziano dall’analisi teorica a quella empirica, dalla macroeconomia alla microeconomia, dalla finanza allo studio di vari fenomeni sociologici. Sono apparse su prestigiose riviste accademiche, come Journal of Political Economy, il Quarterly Journal of Economics, Econometrica, il Journal of Economic Theory, e tante altre. La mia ricerca è stata finanziata da varie istitizioni private e governative, tra cui la National Science Foundation degli Stati Uniti. Ho pubblicato due libri come co-curatore, a cui ho anche contribuito vari saggi: l’Handbook of Social Economics (vol. I e II), presso la collana Elsevier diretta da Ken Arrow e Michael Intriligator, nel 2010, e Immigration and cultural integration in Europe, per il CEPR presso Oxford University Press. Svolgo attività di Associate Editor presso varie riviste accademiche, tra cui Journal of Economic Theory e Economic Theory.

Da alcuni anni ho preso a partecipare attivamente al dibattito economico in Italia. Nel 2006 sono stato tra i fondatori del blog www.noisefromamerika.org, di cui continuo a essere redattore. Nel 2009, con gli altri redattori, ho pubblicato il libro Tremonti, Istruzioni per il dis-uso, presso l’Ancora del Mediterraneo. Tra il 2008 e il 2011 sono stato editorialista per La Stampa di Torino, e dal 2011 lo sono per La Repubblica. Dal Settembre 2012 ho anche un blog presso Repubblica, Libero Scambio, con Alessandro de Nicola. Partecipo spesso a incontri e dibattiti in Italia, recentemente per esempio all’Unione degli Industriali di Torino e al Festival dell’Economia di Trento.

Sono nato a Milano nel 1956. Mi sono laureato in giurisprudenza a Padova e ho proseguito gli studi conseguendo un LL.B. all’Università di Cambridge e quindi un LL.M. alla Yale Law School. Ho fatto per alcuni anni l’avvocato a New York e Parigi e, al mio rientro in Italia, ho contribuito a fondare uno dei principali studi legali in Italia di cui, dal 2007, sono il Presidente. Ho anche perseguito una carriera accademica e sono Professore di Diritto dell’UE all’Università di Padova. Ho sempre avuto un forte interesse nella res publica in quanto ritengo doveroso mettere al servizio della comunità le competenze acquisite nel corso degli studi e della vita professionale e/o accademica: cui servire est regnare. Per alcuni anni, da giovane, sono stato consigliere giuridico del Ministro dell’Industria (Adolfo Battaglia, repubblicano) e, più recentemente, sono stato brevemente consulente del Ministero dello Sviluppo Economico, all’epoca del primo (fallito) tentativo di perseguire una politica di liberalizzazioni in Italia. Ho talora partecipato al dibattito con editoriali su il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore, il Wall Street Journal e Milano Finanza principalmente su temi di riforma dei mercati finanziari. Sono sposato con una cantante lirica e ho due figli. Credo che, per troppo tempo, abbiamo lasciato una delega in bianco a una classe dirigente che non ha dimostrato la competenza e il rigore morale per condurre la cosa pubblica. Questa volta ho pertanto deciso fin dall’inizio di impegnarmi in prima persona per Fermare il Declino che credo fermamente possa essere oggi l’unica risposta per dare una prospettiva e un futuro a questo paese. Se non ora, quando?

Si occupa da 15 anni a tempo pieno di risoluzione delle controversie civili e commerciali e gestione del conflitto. Dopo una lunga esperienza di studio e lavoro negli Stati Uniti, alla fine degli anni novanta ha contribuito alla nascita del movimento ADR (Alternative Dispute Resolution) in Italia e ha contribuito a fondare ADR Center. E’ esperto di economia e politica economica della giustizia civile. E’ stato consulente della Banca Mondiale, della Inter-American Development Bank e della Commissione Europea in diversi progetti nel settore dell’ADR in Nigeria, a Barbados, nei 10 Paesi dell’area MEDA e nella Comunità Europea. E’ autore e co-autore di diversi volumi e articoli in tema di tecniche negoziazione, mediazione e gestione del conflitto tra cui il “Manuale del Mediatore Professionista” e il “Il Ruolo dell’Avvocato in Mediazione”. Laureato in Economia, ha conseguito nel ’95 il Master in Business Administration (MBA) presso Thunderbird – The School of Global Management (Phoenix, Arizona – USA).

4. Piccole e Medie Imprese

45 anni, padovano. Mi sono laureato in Economia Aziendale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e sono iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Padova e al Registro dei Revisori Contabili. Dopo alcune esperienza lavorative, tra cui PWC (già C&L), dal 1999 amministro una società commerciale di importazione e distribuzione di dispositivi di protezione individuale.

Partecipo attivamente al Forum Agire, forum di imprenditori animato dalla volontà di agire per modernizzare l’Italia e rimettere in circolo la fiducia.

Mi riconosco in Fermare il Declino, convinto che l’impegno personale, lo spirito pragmatico e il lavoro di squadra possano generare il cambio di passo e la svolta di cui il nostro Paese, e il nostro Futuro, hanno bisogno.

Classe 1967, sposato con tre figli, laurea in Economia e Commercio con specializzazione presso la London Business School, da circa vent’anni interagisce con piccole e medie imprese italiane ed europee nell’ambito di attività di investimento. Dopo esperienze presso multinazionali come General Electric in vari Paesei europei e negli USA, attualmente dirige una società di gestione impegnata in investimenti nel capitale di rischio delle PMI italiane, con un’ ottica di accompagnamento strategico e sostegno alla crescita sul lungo periodo. Ha ricoperto incarichi di Amministratore al fianco di numerosi imprenditori e siede attualmente nel CdA di Favini, azienda veneta di medie dimensioni attiva nella produzione di carte grafiche speciali. Collabora attivamente con la Commissione Mid Market dell’AIFI (associazione italiana degli investitori di Private Equity) e coordina gruppi di studio tra Università Bocconi e London Business School, incentrati sullo studio della finanza straordinaria come leva di sviluppo delle PMI.Nel tempo libero (molto poco…) mi diletto con i miei figli in partite di tennis e lunghe passeggiate.Desidero fortemente contribuire, con il bagaglio di vita vissuta al fianco di piccoli e medi imprenditori italiani, all’identificazione di azioni concrete e realizzabili finalizzate al rilancio del sistema produttivo.

51 anni, bresciano, sposato con due figli di 18 e 20 anni, laureato in Ingegneria presso il Politecnico di Milano nel 1986.Ho maturato una buona esperienza in PMI operanti in diversi settori (costruzioni, trasporti, informatica e meccanica) e sono consigliere di amministrazione di una Società finanziaria, di un Centro di formazione professionale e di due Fondazioni operanti a sostegno di studenti universitari e di enti con vocazione educativa.Dirigo una Piccola Azienda Industriale operante nel settore degli utensili per l’industria meccanica.Partecipo ad attività associative confindustriali come presidente del gruppo chimico dell’Associazione Industriali Bresciana e come capogruppo del Settore Abrasivi in Federchimica e sono associato al Rotary Club di Brescia.Appassionato di vela, sci e ciclismo con attività anche agonistica nelle tre discipline.Ho aderito al manifesto di “fermare il declino” perché ne condivido appieno il contenuto e desidero operare attivamente per generare il consenso necessario affinché persone di buona volontà e preparazione, oneste e solidali possano impegnarsi quale nuova classe dirigente politica nel nostro amato Paese

5. Sanità

Franco Peracchi (Gazzaniga, Bergamo, 1952): Dopo il Ph.D. in Economia (Princeton University, 1987), sono stato Assistant Professor alla UCLA (1987-89) e alla New York University (1989-94), e Professore Straordinario all’Universita` “d’Annunzio” di Chieti (1994-97). Dal 1997 sono Professore Ordinario di Econometria presso l’Universita` di Roma Tor Vergata. I miei interessi di ricerca comprendono la teoria e i metodi econometrici, l’economia del lavoro, l’economia sanitaria, e l’economia della sicurezza sociale e delle pensioni.

Ho 56 anni, vivo a Milano, sono sposato ed ho due figlie. Sono un medico, un ricercatore ed un docente universitario. Mi sono laureato e specializzato presso l’Università di Padova, per poi completare la mia formazione con un dottorato di ricerca a metà tra l’Università di Milano e la Yale University negli USA. Pur continuando a nutrire i miei interessi scientifici, ho seguito vari corsi di formazione sugli aspetti manageriali e sulla qualità in sanità. Dopo cinque anni come primario presso gli Ospedali Riuntiti di Bergamo, mi sono trasferito nuovamente presso la Yale University come full professor, direttore medico del programma trapianto di fegato e responsabile scientifico di un programma di ricerca in biologia cellulare. Sia in Italia che negli Stati Uniti ho ricoperto ruoli direttivi all’interno di associazioni professionali, fondazioni scientifiche e “charities”. Nel 2010 sono tornato in Italia all’ Università; di Milano-Bicocca dove sono professore e primario di gastroenterologia. La mia attività di ricerca si divide ancora tra Italia e Stati Uniti dove partecipo anche a programmi culturali e formativi bilaterali. Le ragioni del mio rientro in Italia sono le stesse che mi hanno portato ad aderire a Fermare il Declino: ho grande fiducia nel nostro paese e nella sua gente, e credo che le possibilità dell’Italia siano di gran lunga superiori di quanto ora appaia. Rientrando in Italia, ho purtroppo trovato un paese in ginocchio, privo di fiducia e di idee. Uno studente ha detto: “siamo stanchi di vivere un un paese stanco”. Ho raccolto il messaggio ed ho deciso di mettermi a disposizione perché i nostri figli possano vivere felici in un paese normale.

6. Studenti

Pugliese di nascita, Roma per università e lavoro, dottoranda di ricerca in diritto ed economia alla Luiss: mi occupo di come l’innovazione tecnologica e la diffusione della conoscenza possano influire sulla policy e favorire soluzioni spontanee e meno intrusive. Da dieci anni studio con passione il ruolo del mercato per un maggiore e migliore sviluppo in Italia, collaborando, tra gli altri, con l’Istituto Bruno Leoni. Tante esperienze all’estero, da Londra agli States, da Rotterdam a Mumbai, scoprendo cosa combinano in quei luoghi in cui il Declino non è una condizione ineluttabile. Ho lavorato per la Banca Mondiale, l’Atlas Economic Research Foundation, la Fondazione Bordoni, l’ Istituto Affari Internazionali, l’ Open Knowledge Foundation.

Sono nato a Conegliano nella marca trevigiana il 25 gennaio 1990. Diploma classico e laurea triennale in Economia e Commercio nell’Università Cà Foscari di Venezia con una tesi riguardante l’influenza delle elezioni sull’economia di uno stato e il rapporto tra spesa pubblica e stabilità dei governi. Attualmente frequento il corso di Laurea magistrale di Economia (curriculum Finanza e mercati internazionali) all’Università Cattolica di Milano. Ex schermidore, ho praticato questo splendido sport per undici anni a livello agonistico, imparando il valore del sacrificio e della sana competitività. Per la mancanza di questi valori all’interno di tutto il sistema statale italiano, e soprattutto nell’ambito scolastico (dal punto di vista sia degli studenti sia anche dei docenti), ho deciso di aderire a Fermare il declino per combattere ogni tipo di clientelismo e obsolescenza, riformando completamente lo stato sopra i pilastri di trasparenza, meritocrazia e libertà. Amante sfrenato del cinema a 360°, dai film d’autore ai b-movies degli anni ’70.

Sono nato il 7 novembre 1992. Studio Lettere Classiche all’Università Cattolica di Milano. Sono appassionato, tra le altre cose, di informatica, di sport e, ovviamente, di lettura. Mi sono sempre messo in gioco, durante il mio percorso scolastico, in forme di rappresentanza e di partecipazione giovanile come le Consulte Provinciali degli Studenti. Ho aderito al Manifesto di Fermare il Declino il giorno stesso che è stato pubblicato sui giornali, e ho trovato fra i sostenitori uno slancio incredibile e disinteressato per un cambiamento in cui finalmente credere. Un cambiamento a cui noi giovani abbiamo la possibilità e il dovere di partecipare in prima persona.

Sono nato a Milano il 28 Agosto del 1988. Ho conseguito la laurea triennale in Economia e Finanza presso l’Università Bocconi dove sto completando la laurea specialistica in Finanza. Liberale durante la mia vita universitaria ho fatto parte di Studenti Bocconiani Liberali organizzando conferenze ed eventi con economisti e pensatori internazionali. Voglio spendere energie e tempo in Fermare il Declino per riprendere tra le mie mani il mio futuro che, altrimenti, rischia di essermi rubato.

7. Fisco

Mi chiamo Sandro Brusco, nato a Rovigo, ma cresciuto in provincia di Milano. Mi sono laureato in economia, materia che mi ha appassionato al punto di decidere di continuare a studiarla. L’ho fatto conseguendo un Dottorato in Economia a Stanford University. Ho poi fatto l’accademico per il resto della vita. Oggi ho 51 anni e insegno economia alla State University of New York at Stony Brook. Sono sposato e ho una figlia e un figlio. Anche se siamo all’estero siamo tutti italiani e amiamo il nostro paese.Da giovane la politica mi appassionava, ma poi per un lungo periodo non l’ho seguita molto . Ho ricominciato a occuparmene davvero recentemente quando un gruppo di colleghi economisti mi ha convinto a partecipare al sito NoisefromAmeriKa. Riguardare, tanti anni dopo, il dibattito politico ed economico italiano è stata un’esperienza al tempo stesso illuminante e deprimente. Ma farsi prendere dalla depressione è sbagliato. Il paese ha bisogno di forze nuove e per questo ho lanciato insieme ad altri amici Fermare il Declino. Perché le forze nuove ci sono, ma bisogna organizzarle.

Nato a Milano l’8 luglio 1946. Avvocato in Milano dal 1982, Patrocinante in Cassazione, Iscritto al Registro dei Revisori Contabili.
Presidente della Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi.
Consigliere di Amministrazione o membro del collegio sindacale di svariate società, Egittologo a tempo perso. Ho deciso di dedicare il mio tempo al Movimento, stanco di dare deleghe a persone che hanno dimostrato di non meritarle.

Nato a Genova nel 1961, sono emigrato a Milano dopo la laurea. Mi sono sempre occupato di diritto tributario, come avvocato, studioso e divulgatore. A 40 anni ho cambiato vita e sono andato a Roma per fare il direttore del dipartimento delle politiche fiscali al MEF (oggi si chiama dipartimento delle finanze). Ho resistito sino all’inizio del 2005, poi ho dato le dimissioni e sono tornato al Nord. Poiché bisogna sopravvivere, mi sono rimesso a fare il professionista. Ho ripreso ad insegnare, prima alla Luiss e ora alla Bocconi. Dò una mano a Confindustria, con il pomposo titolo di responsabile del Progetto Fisco. Ho sempre pagato le tasse per intero e non ho mai consigliato nessuno a pagarne meno di quelle dovute. Per me è un vanto ed un punto di onore. Sono inorridito da come sono sperperati molti dei nostri soldi. Quando sento un politico (ma anche un lobbysta) dire che “bisogna reperire le risorse” mi si attorciglia lo stomaco.

8. Questione Femminile

Arianna Visentini. Presidente e Amministratore di Variazioni Srl, una società di consulenza sulle tematiche di conciliazione vita-lavoro nata nel 2009. Sono Ph.D. Candidate alla Scuola di Dottorato in Relazioni di Lavoro della Fondazione Marco Biagi (Università degli Studi di Modena di Reggio Emilia). Mi occupo della progettazione e realizzazione di interventi relativi alla conciliazione vita-lavoro per imprese e enti pubblici. Questi interventi (che considero indispensabili e imprescindibili in questo momento di crisi) mirano a rivedere i nostri paradigmi di sviluppo e di organizzazione, a ricomporre l’apparente conflitto tra lavoratori/trici e aziende, e a ricercare convergenze sul valore delle persone ed obiettivi condivisi. La conciliazione vita-lavoro, il welfare aziendale e il cosidetto secondo welfare implicano che tutta la filiera istituzionale e tutti i soggetti coinvolti agiscano coerentemente producendo maggiore efficacia, efficienza e qualità e riducendo spese e costi inutili. Ho scritto alcuni pezzi per lavoce.info e per la newsletter Ingenere, curo un blog personale su NOVA100 e collaboro con il progetto Secondo Welfare della Università Statale di Milano.

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa ho successivamente conseguito una specializzazione in Diritto Europeo presso la Université Libre de Bruxelles.
Dopo alcuni anni tra Bruxelles e Londra sono rientrata in Italia entrando a far parte di uno dei primi studi legali italiani a vocazione internazionale, diventandone la prima donna socio nel 2002.
Tra il 2005 e il 2012 ho lavorato presso Credit Suisse (Italia) quale Head of General Counsel Country Coverage, responsabile per il coordinamento delle questioni Legal and Compliance. Ho fatto parte dell’Italian Management Committee, incaricato della gestione strategica delle attività italiane e presieduto il Diversity and Philanthropy Council per l’Italia, responsabile per la promozione di una cultura di rispetto per le differenze individuali. Ho avuto una delega particolare relativamente alla questione femminile come responsabile del Women Network in Italia.
Sono tornata a far parte dello studio legale nel 2012 e sono attiva nel settore del corporate finance ed esperta in diritto dei mercati dei capitali. Sono stata inserita nelle liste formate dalla Professional Women Association nel contesto dell’iniziativa Ready For Board Women, in coincidenza con l’approvazione del testo di legge relativo alla presenza del genere meno rappresentato nei consigli di amministrazione.
Ho partecipato e partecipo a convegni e ho collaborato e collaboro nel contesto di corsi di laurea e specializzazione presso l’Università Commerciale “Luigi Bocconi”, Università LUISS “Guido Carli” nonché nel contesto di seminari organizzati da Academy Borsa Italiana e Valore D. Ho collaborato con riviste italiane e straniere.
Sono stata attivamente impegnata in iniziative di volontariato e politica per tutto il periodo anteriore alla mia partenza dall’Italia. Credo che questo momento storico chiami tutti a mettere al servizio della comunità le competenze acquisite nel corso degli studi e della vita professionale e/o accademica.

Francesca Chiaromonte. Nata a Napoli e cresciuta a Roma. Dopo essermi laureata in Scienze Statistiche ed Economiche alla Sapienza, mi sono trasferita negli Stati Uniti dove ho ottenuto un PhD in Statistica dalla University of Minnesota, e lavoro alla Pennsylvania State University dal 1998. Mi occupo principalmente di Statistica applicata alla Genomica ed alla Bioinformatica. Nel corso degli anni ho fatto ricerca presso varie altre istituzioni tra cui il Santa Fe Institute (Santa Fe, NM, USA), l’Institute for Applied Systems Analysis (Laxenburg, Austria), il Courant Institute della New York University (New York, NY, USA), e l’Institute for Pure and Applied Mathematics di UCLA (Los Angeles, CA, USA). L’importanza del merito, il merito che emigra, e il merito coniugato al femminile, sono cose che ho sperimentato in prima persona. Vengo da sinistra, ma la politica degli schieramenti, dei proclami ideologici e delle caste di qualunque colore mi atterisce. Quella dei fatti, delle soluzioni pratiche e delle idee attorno a cui la gente si aggrega invece mi piace molto.

Sono nata e cresciuta a Milano, dove ho frequentato il liceo classico e mi sono laureata in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi nel 1992; sono Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti. Dopo esperienze in Arthur Andersen e nel Gruppo Mediobanca a Milano, ho lavorato per 5 anni a Londra nella divisione capital markets di Lehman. Da 7 anni sono in Société Générale a Milano, dove ricopro il ruolo di managing director nel corporate investment banking. Sono tornata in Italia perché qui mio marito ed io volevamo crescere nostro figlio Federico. Dopo 7 anni e il confronto con la realtà di altri paesi europei, ho maturato la consapevolezza che l’unico modo per garantire ai nostri figli una prospettiva concreta e’ impegnarsi in prima persona assieme ad altre persone competenti, con cui condividere valori, programmi, impegno, passione e un po’ di follia.

Notizie

Coordinatori regionali Italia

I coordinatori regionali sono contattabili via email all’indirizzo (sostituendo, ovviamente, la parte nome.cognome) e nel caso vogliate contattarli tutti inserire

ABRUZZO
Laureato in Matematica presso l’Università degli Studi di L’Aquila, in gioventù ho dedicato molto tempo ed energie alla politica nel partito della Democrazia Cristiana, dove, dopo la laurea, ho svolto anche attività lavorative negli uffici del Comitato Provinciale di L’Aquila.Sono stato Segretario Politico per parecchi anni e Consigliere Comunale (per un quinquennio), nel mio paese di origine. Ho fatto parte del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di L’Aquila, in rappresentanza del Comitato Studentesco. Per alcuni anni sono stato membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio per lo Sviluppo del Nucleo Industriale di L’Aquila.Bancario dal 1979 ho dedicato sempre meno tempo alla politica per occuparmi con impegno crescente all’attività lavorativa con l’intento di raggiungere posizioni apicali. La convinzione che la determinazione, l’impegno lavorativo e la meritocrazia siano le basi per dare impulso alla crescita aziendale mi hanno portato ad ottenere prima il ruolo di Responsabile del Servizio Organizzazione ed attualmente quello di Direttore Operativo della Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila. In linea con i valori fondanti che hanno ispirato il Manifesto di Fermare il Declino, sostenitore profondo della libertà delle idee, ritengo che oggi sia necessario portare avanti un progetto politico basato sull’onestà e sulla trasparenza, partendo da un radicale cambiamento delle attuali modalità di gestione dei partiti e, soprattutto, promuovendo l’ascesa politica di persone preparate e moralmente ineccepibili, con l’obiettivo di far crescere il nostro paese lento nei cambiamenti, legato a caste e privilegi che non ne permettono compiutamente l’integrazione e il confronto paritario con le regole economiche internazionali.

Basilicata

Dopo la Laurea in Economia Politica in Bocconi, ho conseguito il Master in Economics alla London School of Economics e il PhD in Economics in Bocconi. Ho lavorato come economista al Ministero del Tesoro, presso la Direzione Analisi Economica e Finanziaria, dove mi sono occupato prevalentemente della costruzione di un modello di microsimulazione del sistema fiscale e dei benefici sociali italiano. Sono stato distaccato per due anni presso la Commissione Europea, DG ECFIN, nell’Unità incaricata di analizzare il funzionamento dei mercati del lavoro europei. In questo ambito mi sono occupato anche dei programmi di salvataggio proposti dalla Troika (UE, FMI, BCE) alla Grecia e all’Irlanda, partecipando a missioni specifiche nei due Paesi per conto della UE. Sono rientrato in Italia all’inizio del 2011 e ora mi occupo di economia del lavoro e economia regionale.

Calabria

Andrea Lanza
Mi divido per lavoro tra Milano e la Calabria e vivo con rabbia il declino del nostro paese. Sono professore ordinario di economia e gestione delle imprese presso l’Università della Calabria e docente senior dimarketing alla SDABocconi. Laurea in Scienze Economiche all’Università della Calabria, PhD in Management in Bocconi, perfezionamento in USA (Wharton, Purdue tra le altre). Dobbiamo tutti insieme fermare il declino e promuovere un significativo ricambio negli amministratori pubblici a tutti i livelli, per restituire il futuro alle generazioni a cui lo hanno rubato.

Sergio Allevato

Sono laureato in Scienze Economiche e Sociali (indirizzo economico) e Dottore Commercialista. Mi occupo da sempre di finanza e, infatti, sono Amministratore e Socio della COMMERCIO E FINANZA SERVICE CALABRIA S.r.l. di Cosenza, Agenzia Generale per la Calabria della Commercio e Finanza S.p.a. – Leasing e Factoring (Gruppo Cassa di Risparmio di Ferrara) e dal 2004 Referente Regionale Calabria e Componente della Commissione Agevolato di ASSILEA – Associazione Italiana Leasing – Roma. Sono convinto che è arrivato il momento di impegnarci in prima persona per contribuire al rinnovamento del Paese

Giuseppe Naim Giuseppina Simone Salvatore Panza

Laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Padova, è stato cultore di diritto costituzionale e diritto parlamentare, ha frequentato (dopo essere risultato vincitore di una delle borse di studio) il Seminario di studi porno parlamentari presso il “Cesare Alfieri” di Firenze. Autore di diverse pubblicazioni di diritto costituzionale. Caporedattore della Ars Edizioni di Milano (azienda specializzata nel settore dell’ambiente e della sicurezza del lavoro). Nel 1995 è tornato in Calabria per fondare la “Microdata Edizioni”, una piccola casa editrice, che , nonostante tutto, è ancora in vita.

CAMPANIA

Antonluca Cuoco
Sono nato a Salerno nel 1978. Sono cresciuto fra Etiopia, Svizzera e Gran Bretagna . Mi laureo in economia aziendale nel 2003 e oggi mi occupo di marketing e comunicazione per il settore dell’elettronica di consumo.
Mi piace definirmi un “terrone 3.0 “ . Sono convinto che il declino del nostro paese avrà una vera xhamster battuta d’arresto solo quando finalmente merito e legalità cominceranno ad essere premiati. Al di là di ogni inutile, quando non dannosa, ideologia.

Marco Esposito
Marco Esposito, napoletano, laureato in Scienze Politiche e Economia Marittima, imprenditore nel settore dell’alta tecnologia e dello sviluppo industraile, sposato con due figlie. Collaboro con il sito noisefromamerika.org , sono fra i primi firmatari dell’appello di Fermare il Declino, in cui mi riconosco pienamente: da sempre estraneo alla politica ho deciso che stavolta non potevo stare a guardare e dovevo fare qualcosa in prima persona per far svoltare questo paese.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Andrea Bitetto
Laico, liberale classico , già dirigente della Federazione dei Liberali. Nasco a Roma nel 1975. Vivo e lavoro a Trieste dove faccio l’avvocato. Mi sono Laureato in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste, presso la quale sono dottore di ricerca in Sistemi Giuridici comparati ed Europei. Sono socio del Centro Einaudi di Torino e curo per LINKIESTA in blog la Pelle di Zigrino (http://www.linkiesta.it/blogs/la-pelle-di-zigrino). Aderisco a Fermare il Declino come coordinatore del Friuli Venezia Giulia.

Luciano Mauro
49 anni, sposato, un figlio. Sono nato e diplomato a Udine. Mi sono laureato a Trieste in economia. Ho completato i miei studi con un Master of Science presso la Northeastern University di Boston e un periodo di visiting presso la Columbia University. Oggi sono brazzers professore ordinario di economia politica presso l’Università di Trieste dove insegno microeconomics e macroeconomics. Fermare il Declino per me è un’opportunità per mettere le mie conoscenze al servizio del paese in cui vivo.

Alessandro Margiotta
Triestino, classe 1977, sposato, un figlio. Mi sono laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano. Avvocato e giurista d’impresa, mi occupo di contrattualistica internazionale, proprietà intellettuale e diritto della concorrenza. In precedenza sono stato responsabile degli affari societari in Italtel. La partecipazione a Fermare il Declino è la mia prima esperienza politica.

EMILIA ROMAGNA

Gilberto Bonaga
Gilberto Bonaga (Bologna, 1961). Lunghi studi classici e Laurea in Scienze Geologiche a Bologna (1987). Idrogeologo. Dopo anni di lavoro in paesi aridi, sono diventato ricercatore universitario in Geologia Applicata presso il DICAM della facolta’ di Ingegneria dell’Universita’ di Bologna per mancanza di concorrenti. Tantissimi anni fa (circa 1980) sono stato iscritto al Partito Liberale Italiano, per cui ho ricoperto la carica di consigliere di quartiere a Bologna. A cavallo degli anni ’90 ho fatto parte del gruppo giovani dell’associazione commercianti di Bologna. Ancora innamorato del mio lavoro, cerco di lavorare all’estero dopo avere fondato per passione con 3 amici un laboratorio di analisi geotecniche ed uno studio associato con mia moglie. Ho aderito a “Fermare il Declino” perche’mi sono reso conto che limitarmi a mugugnare contro chi ci ha portato dentro il precipizio non serviva a nulla e se volevo uscire dalla crisi, dovevo metterci la faccia ed impegnarmi in prima persona assieme a d altri con idee concrete ed applicabili che si impegnano per gli stessi obiettivi.

Angelo Busani
Angelo Busani, nato a Parma il 4 ottobre 1960. Svolgo la professione di notaio in Milano; oltre che dell’attività “ordinaria”, sono specializzato in operazioni corporate e nel wealth management. Sono pubblicista dal 1979 e dal 1988 scrivo regolarmente su “Il Sole 24 Ore”.
Ho scritto oltre 300 pubblicazioni di carattere scientifico, edite dalle principali riviste giuridiche italiane; nonchè alcune monografie, sempre in campo giuridico. Sono stato membro di diversi consigli di amministrazione, tra i quali quello di “Unicredit Corporate Banking s.p.a.”.
Dal 2000 svolgo l’attività di professore universitario a contratto in materie giuridiche (diritto tributario; diritto civile).

Barbara Franchini Federico Tonelli Laura Santagada LAZIO

Riccardo Gallo
Riccardo Gallo, nato a Roma nel 1943, sono professore ordinario di Economia Applicata alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza. Sono uno degli opinionisti dell’Espresso. Ho sempre combattuto a viso aperto con pensiero e azione per perseguire l’interesse pubblico e valorizzare la conoscenza dell’economia e politica industriale nei compiti di risanamento del sistema produttivo che mi venivano assegnati in organismi pubblici (Cipe, Comitato Privatizzazioni, Istituto per la promozione industriale, società finanziarie) o privati (aziende multinazionali, banche industriali). Sono stato fortunato a non avere mai fastidi giudiziari.

Franco Peracchi
Franco Peracchi (Gazzaniga, Bergamo, 1952): Dopo il Ph.D. in Economia (Princeton University, 1987), sono stato Assistant Professor alla UCLA (1987-89) e alla New York University (1989-94), e Professore Straordinario all’Universita` “d’Annunzio” di Chieti (1994-97). Dal 1997 sono Professore Ordinario di Econometria presso l’Universita` di Roma Tor Vergata. I miei interessi di ricerca comprendono la teoria e i metodi econometrici, l’economia del lavoro, l’economia sanitaria, e l’economia della sicurezza sociale e delle pensioni.

Alberto Pera
Alberto Pera è un esperto di economia e diritto della concorrenza e della regolamentazione. Avvocato, è socio di un grande studio legale. Dal 1990 al 2000 è stato il primo Segratario Generale dell’Autorità Antitrust. In precedenza, come consigliere di vari ministri ha collaborato alla stesura della prima legge italiana della concorrenza. E’stato capo economista dell’IRI quando iniziavano le prime privatizzazioni, e dal 1980 al 1985 è stato economista presso il Fondo Monetario Internazionale. Ha scritto vari ibri e molti articoli sui temi della concorrenza e della regolamentazione e tenuto corsi presso l’Università Cattolica di Milano, La Sapienza di Roma e Roma Tor Vergata. E’laureato in Economia e in Giurisprudenza, e ha un Master in Economics della London School of Economics.

Cristina Pianura
Cristina Pianura, sposata e mamma di due bambini di 3 anni, vivo a Latina e lavoro tra Roma e Milano nel settore del Digital Advertising. Inizio a lavorare da bambina nell’ esercizio commerciale di famiglia , una vera palestra che mi farà sviluppare doti di negoziazione, vendita e capacità di relazione. Mi diplomo per passione Operatore Turistico e a 22 anni apro la seconda libreria dell’azienda gestita in totale autonomia. L’ambito locale mi sta comunque stretto, dopo un Master post-diploma in Pubbliche Relazioni mi iscrivo all’Università nella neonata Facoltà di Scienze di Comunicazione, scendo fino a Salerno il primo anno e poi di nuovo a Roma. Nel 2000, finalmente laureata, mi lancio in un ambito professionale completamente nuovo all’interno del mondo Internet e mi trasferisco a Roma come Business Development Manager per un noto Web Publisher. Da lì comincia una carriera entusiasmante in aziende specializzate in pubblicità online, creando e coordinando intere Business Unit o Start Up di comunicazione e concessione pubblicitaria fino ad assumere la carica di Ceo e Direttore Generale. Al momento sono consigliere direttivo nel Board di IAB Italia.

Sono una volontaria Fid perché sono stanca di ululare alla luna ad ogni ingiustizia, inefficienza, spreco, disuguaglianza, raccomandazione che vedo nel mio paese che amo profondamente e voglio contribuire a costruire un futuro migliore per i miei figli: ho solo 15 anni di tempo per farlo.

LIGURIA

Marco Beltrami
Marco Beltrami,54 anni, ingegnere. Ho studiato e risiedo a Genova, ma da circa 30 anni opero come consulente di direzione con base a Milano e progetti in Italia e all’estero. Ho sempre seguito temi legati allo sviluppo delle strategie, al cambiamento culturale ed organizzativo, all’utilizzo delle nuove tecnologie, il tutto applicato sia al settore pubblico che privato. Credo nel valore che la consulenza possa dare al sistema economico italiano. Dal 2009 sono Presidente di APCO (www.apcoitalia.it), l’ associazione professionale dei consulenti di management. Mi sono sempre interessato alla politica, praticandola attivamente fino alla conclusione dell’università, poi il lavoro mi ha assorbito. Ora sono convinto che sia necessario un colpo d’ala, uno sforzo comune per rilanciare il paese.

Silvia Enrico
Silvia Enrico (Albenga, 1976), laurea in giurisprudenza università degli studi di Genova, avvocato. Ho iniziato la mia esperienza professionale a Milano nello studio del prof. Francesco Galgano e dopo un periodo in uno studio internazionale, ho fondato sempre a Milano nel 2009 lo studio legale 4legal. Ambito di specializzazione diritto societario e commerciale.

LOMBARDIA

Maricla Pennesi
Laurea cum laude in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Bologna e un Phd in diritto internazionale dell’economia presso l’Università Luigi Bocconi in Milano.Socio responsabile a livello nazionale del Dipartimento fiscale di DLA Piper Italia e lavora presso lo studio di Milano. E’ uno dei 4 soci donna tra i 36 dello Studio, coordina un team di 10 persone gestendo in autonomia tutte le questioni legate all’attività della Practice , dalla definizione degli obiettivi quali- quantitativi, valutazione delle perfomance del team, scelta dei corsi di formazione al budget nonché la definizione delle attività di Business Development e Comunicazione. è membro del comitato consultivo internazionale OCSE denominato Business Industry Advisory Committee (BIAC) è Presidente del Comitato Fiscale dell’American Chamber of Commerce. è membro sostenitore dell’Associazione NPH Italia – Fondazione Francesca Ravaè membro del Comitato scientifico di “Fiscalità internazionale”, Wolters Kluwer magazine

Massimo Famularo
Massimo Famularo, laurea in economia nel 2000, ho lavorato nell’ investment management nei successivi 12 anni (prevalentemente nei Non Performing Loan) con una perentesi nel management consulting. Sono su Linkedin.
Non ho mai avuto tessere di partito e non ho mai pensato di fare politica. Poi anche grazie alla frequentazione diNoisefromamerika, su cui da qualche anno scrivo, ho preso gradualmente maggiore coscienza del declino del nostro paese e ho deciso che volevo dare il mio contributo. Ho iniziato a scrivere, su un mio blog e poi su linkiesta e sono tra i primi firmatari del movimento e cerco di fare quel che posso per contribuire a fermare il declino.

Massimo Giaconia
Massimo Giaconia nato a Caltagirone il 22 luglio 1959, sposato, una figlia. Ho frequentato il liceo classico. Laureato in Economia Aziendale presso l’Universita Bocconi di Milano, dove ho anche coseguito un dottorato in Diritto Internazionale dell’Economia.
Mi occupo di consulenza tributaria ed assisto multinazionali italiane ed estere. Sono stato responsabile fiscale di multinazionali italiane e managing partner dello studio di consulenza fiscale di Ernst & Young. Attualmente sono socio e responabile del dipartimento fiscale dello studio Baker & McKenzie. Autore di varie pubblicazioni in materia tributaria.

Flavio Pasotti

Gianbattista Rosa
Laureato in filosofia del diritto, dirigente d’azienda, lavoro da sempre nella Direzione del Personale di realtà multinazionali (Pirelli, Nestlè, oggi Italcementi), e ho scritto diversi libri e pubblicazioni su tematiche organizzative e di gestione delle risorse umane. Ho collaborato con diverse Università (membro dell’ISU dell’Università Cattolica e del Comitato Advisor della Bocconi) ed enti pubblici (comitato strategico dell ‘Arpa Lombardia, CdA dell’AMSA) e privati. Sono stato editorialista di Italia Oggi, e faccio parte del comitato direttivo di Cartalibera. Ho fatto in tempo a far parte del vecchio PLI (membro della Direzione Nazionale, Presidente dei Giovani milanesi) e sono stato Consigliere Provinciale di Milano dal 1999 al 2005, indipendente eletto nelle liste di Forza Italia, esperienza che mi ha spinto a scappare dalla politica attiva. Ho una moglie, un figlio e un cane, che sembra essere l’unico a lamentarsi della mie crescenti assenze legate all’impegno in Fermare il declino.

Marco Loffredo

MARCHE

Sabino Patruno
Nato a Bari il 2.1.63, dove ha vissuto sino alla laurea in giurisprudenza. Dopo una breve esperienza in Magistratura negli anni 1989/1990, dal 1990 esercita l’attività di notaio nelle Marche. Vive e lavora a Porto Recanati e da qualche anno collabora e commenta su noisefromamerika.org

MOLISE
Ho 37 anni, sono nata a Roma e ho vissuto in Molise fino alla maturità classica. Dopo la laurea in Scienze Politiche ed un Master in Management dello Spettacolo all’università Bocconi, ho iniziato il mio percorso lavorativo. Dallo Spettacolo dal vivo sono approdata al Cinema. Ho presto avuto l’opportunità di seguire la produzione esecutiva di diversi progetti importanti. Uno per tutti, l’ultimo lavoro del maestro Bertolucci: “Io e Te”. Forte di questa esperienza, e di quella dei mie soci, all’inizio di quest’anno è nata Moliwood Films, una società di produzione indipendente con cui sarei felice di contribuire a fermare il declino, anche del cinema italiano. Il settore è infatti ormai quasi del tutto privo di competitività in ambito internazionale e, in casa, non si fonda su logiche di mercato meritocratiche. A questa che è la mia prima esperienza di militanza politica, arrivo carica di entusiasmo e voglia di fare.

PIEMONTE – VALLE D’AOSTA nato a Milano nel 1960, sposato, due figli. Vivo a Torino e Milano. Ho studiato giurisprudenza a Milano e Londra. Socio di uno studio legale internazionale, mi occupo di operazioni e ristrutturazioni societarie e corporate governance. In precedenza sono stato direttore affari legali e societari di Eni E&P, Fiat ed ho seguito gli aspetti legali della ristrutturazione di Parmalat. Nato a Torino il 14 gennaio 1984, dove lavoro. Sono avvocato e coltivo il sogno di diventare professore universitario. Per riuscirci, oltre a fare un dottorato in Diritto Pubblico a Torino, sono andato a studiare un semestre negli Usa, ho preso un Master of laws alla London School of Economics, e ora mi tengo stretto un assegno di ricerca a Torino. Scrivo Cose (E) inaudite per Lo Spiffero e collaboro con Agenda Liberale del Centro Einaudi. Ho fondato Ora libera(le), divenuto punto d’incontro di tanti liberali piemontesi nel mondo reale e nel web, e ne vado orgoglioso; adesso è ora di Fermare il declino. Il mio cv completo è qui.

PUGLIA
Sposato, due figli di 22 e 17 anni, sono nato a Roma nel 1960 e ho vissuto a Monopoli fino alla fine del liceo. Ho studiato giurisprudenza a Milano, dove vivo da più di 30 anni e svolgo la professione di avvocato, occupandomi prevalentemente di operazioni straordinarie, soprattutto nel settore dell’energia. Il mio forte legame con la Puglia, dove ho mia madre, due fratelli e molti amici, mi ha spinto a sviluppare lì parte della mia attività professionale, cosa che mi consente di essere in Puglia con una certa frequenza. Sono tra i fondatori dell’Adam Smith Society e, con entusiasmo, tra i primi firmatari del manifesto Fermare il Declino. Trentotto anni, leccese d’origine, vivo a Milano con mia moglie Carlotta e i nostri due bambini. Sono un avvocato e un dottore commercialista. Ho frequentato il Liceo Classico Palmieri di Lecce, per poi conseguire due lauree (economia in Bocconi e giurisprudenza a Modena) e un Master presso la London School of Economics. Ho iniziato a lavorare a 23 anni presso uno studio legale d’impresa a Pechino. In pochi, alla fine degli anni novanta, ne comprendevano la ragione. Appena trentenne, dopo anni di lavoro e studio in Italia e all’estero, ho fondato uno studio legale a Milano, specializzato nel commercio internazionale e nel diritto societario. Insegno European Business & Corporate Law e diritto commerciale alla Bocconi. Credo nel merito, nella concorrenza e nell’iniziativa individuale. Ho aderito a Fermare il Declino perché voglio che questi tre valori abbiano un senso nel Paese in cui vivo. Nonostante tutto, lo ritengo ancora possibile.

SARDEGNA

Ho 50 anni, sposato con Maria Elena, avvocato amministrativista. Ho fatto le scuole elementari e medie a Quartu Sant’Elena, il liceo classico a Cagliari e l’università a Sassari (scienze politiche). A 18 anni ero nella segreteria nazionale dei giovani repubblicani con Giannino, Giacalone e tanti altri. A 22 sono stato il più giovane assesssore alla p.i. in italia, nella mia cittò, Quartu, 80mila abitanti. Ho sostanzialmente smesso di fare politica attiva negli anni 90 con la quasi scomparsa del PRI. Nel contempo ho sviluppato due importanti professionalità. Nel campo turistico ho conseguito il patentino di direttore tecnico di agenzia viaggi dirigendo e amministrando dal 1985 diverse imprese turistiche e agenzie viaggio. Sono stato anche responsabile regionale dell’assotravel. Nel campo della formazione professionale, ho insegnato dal 1985, e sono stato presidente di un ente regionale di formazione, e da due anni coordino l’ufficio della formazione professionale della provincia di cagliari. Sono consulente per la formazione in diversi enti locali e pubblici. Per quanto riguarda gli hobby, ho giocato nei campionati regionali e nazionali di basket e football americano e sono stato giudice arbitro di tennis. Amo l’enogastronomia, ho il diploma di sommelier e con l’associazione Endas enogastrò organizzo manifestazioni nel settore, come la rassegna nazionale del vino nuragus.

Sono nata il 29 settembre 1971 ad Alghero dove ho vissuto per diciotto anni e frequentato il Liceo Scientifico. Poi Genova dove ho vissuto per altri diciotto anni. Mi sono laureata in Architettura, ho frequentato un corso di alta formazione e ho iniziato a lavorare collaborando anche per ARTE Genova e, negli ultimi quattro anni, con il Politecnico di Torino (dipartimento Casa-Città) dove ho frequentato il Dottorato di ricerca in Estimo e Valutazioni Economiche e collaborato alla didattica nel corso di Estimo. Poi il bivio. Diciotto più diciotto trentasei. A trentasei anni, mezza sarda e mezza ligure, ho scelto di tornare a vivere ad Alghero e di dedicarmi alla libera professione insieme a mio fratello Gianpaolo (Ingegnere). La politica l’ho guardata sempre da lontano, confesso con diffidenza, fino al momento in cui ho capito che per crederci ancora era necessario viverla, esserci, lottare. Iscritta al Partito Liberale ho partecipato al mio primo congresso nazionale. Che emozione! Che delusione!

Figlia di due ISEF amo tutti gli sport, pallacanestro in vetta. Ultimamente sento la grande esigenza di correre. Correre per “fermare il declino”!

SICILIA

Carlo Amenta
Vivo a Palermo dove sono nato il 24/05/1975. Sposato e con due figlie. Sono ricercatore in Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università di Palermo, dove insegno Economia e Gestione delle Imprese, Marketing e Marketing sportivo e attualmente sono anche (very proud…) fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Dottore commercialista e revisore contabile, svolgo attività di consulenza per il Tribunale sia in sede civile che penale. Ho scelto di aderire a “Fermare il declino” perché credo che sia necessario che ogni individuo si impegni per la comunità in cui ha scelto di vivere, mettendo sempre in discussione le proprie convinzioni e aprendosi al confornto. E perché credo che senza questo impegno individuale si perda anche qualsiasi diritto alla protesta.

Donato Didonna
Donato Didonna, barese di nascita (1956) e palermitano d’adozione. Laureato in Giurisprudenza. Sposato con due figli. Ho all’attivo esperienze, prima professionali e poi imprenditoriali, nei settori finanziario, immobiliare, della comunicazione e agricolo, tra Milano, Palermo e l’Egitto. Blogger per passione dal 2004, scrivo su ilfattoquotidiano.it e su altri blog locali. Nel 2010 ho pubblicato in proprio il libro “Ecco come cambiare la Sicilia in 10 mosse”, liberamente scaricabile in rete. Avendo perso la fiducia nei partiti tradizionali, confido sempre più sul senso di responsabilità sociale secondo lo stile di vita: learn, earn, serve. Sono così diventato un business angel.

Luciano Lavecchia

Luciano Lavecchia (Palermo, 1985); sposato, sono laureato in Economics and Social Sciences presso l’Università Bocconi; sono un economista e dottorando in Analisi economiche presso l’Università di Palermo. Dal 2010 sono fellow dell’Istituto Bruno Leoni, brillante e vivace realtà che mi ha introdotto al mondo del pensiero liberale. I miei interessi (di ricerca e non) vertono sulla finanza pubblica, le politiche energetiche e il tema del capitale sociale. Aderisco a Fermare il Declino perchè sento l’obbligo morale di offrire un contributo, per quanto piccolo, alla grande battaglia per arrestare il declino del nostro paese. Ho sempre avuto tanto interesse per la politica, meno per i partiti italiani, autoreferenziali e impenetrabili al contributo di normali cittadini, per questo aderisco a Fermare il Declino, un movimento fatto da persone esperte come da cittadini comuni, come me.

Carlo Cocina
Carlo Cocina. Nasco a Catania nel 1982. Dopo aver conseguito la maturità scientifica mi iscrivo alla Facoltà di Giurisprudenza di Catania. Nel 2003 partecipo ad una scuola di formazione politica, mi classifico fra i primi tre a livello regionale e così accedo ad un tour di convegni e formazione in Parlamento. Nel 2003 inizio a lavorare presso l’impresa di famiglia una import/export, con piccola filiera produttiva nel mondo della bomboniera. Il mio percorso inizia in magazzino per conoscere al meglio l’azienda e convinto sostenitore che, per capire cosa significhi lavorare, devi “sporcarti” le mani. Oggi mi occupo del rapporto con l’estero e della comunicazione. Nel 2010 conseguo un master in Europrogettazione. Già membro della commissione associativa Confindustria giovani Catania. I miei interessi sono rivolti al mondo della cultura e sono un accanito velista.

Ho aderito a Fermare il Declino perché sono proposti progetti non frutto di improvvisazioni, ma frutto di ricerche, e perché credo fortemente in un mercato libero in cui la concorrenza sia il vero volano dell’economia, e perché i promotori scendono in campo in maniera disinteressata proponendo un cambiamento di marcia totale nella politica italiana.

Luciano Vasques

TOSCANA

Giordano Masini
Sono nato a Roma nel 1971. Imprenditore agricolo dal 1994, sono titolare di un’azienda agricola ed agrituristica a Proceno, in provincia di Viterbo, dove vivo e lavoro con la mia famiglia. Da alcuni anni curo il blog lavalledelsiele.com nel quale approfondisco tematiche inerenti all’economia e alla politica agricola, al mercato delle materie prime, alle scienze e allo sviluppo. Ho scritto anche per Libertiamo, Chicago Blog, NoiseFromAmerika. Sono su twitter con l’account @lavalledelsiele.

Biagio Muscatello
Biagio Muscatello, nato a Minervino di Lecce il 26/06/1947, laureato in filosofia, residente a Grosseto. Ho due figlie. Dopo aver iniziato a insegnare nei licei, sono entrato nel dipartimento di filosofia dell’Università di Siena, dove sono tuttora. Ho insegnato, tra l’altro, Storia del pensiero economico, Filosofia politica, Etica economico-sociale. Negli ultimi anni mi sono occupato prevalentemente del ‘700 scozzese (Hume e Smith) e degli autori austriaci. Ho scritto un libro su Hayek, e – dello stesso Hayek- ho tradotto alcune opere (2 saggi usciranno prossimamente da IBL).

Giulio Zanella
Giulio Zanella e’ nato a Siena nel 1974. Attualmente e’ professore di Associato di Economia all’Universita’ di Bologna. E’ inoltre redattore del blog noiseFromAmeriKa.org.

Saba Giulia Zecchi

Nata a Firenze nel 1983, da sempre vivo a Prato. Opero come libero professionista nel settore della conservazione di beni culturali e manutenzione edilizia dopo essermi specializzata in Scienze per i Beni Culturali alla Facoltà di Scienze M.F.N. di Firenze. Nel 2010 ho co-fondato il Tea Party Italia, curandone poi la crescita e il radicamento, con l’obiettivo di aggregare consenso intorno al libero mercato, per chiedere meno tasse e meno spesa pubblica. Per gli stessi motivi ho risposto al primo appello dei fondatori di Fermare il Declino, firmando da subito il manifesto.

Daniele Zotti

TRENTINO ALTO ADIGE

Tiziano Franceschini
Tiziano Franceschini, nato nel 1978 a Cles (TN), dove ho frequentato il liceo “B.Russell”. Grande appassionato di motori e ducatista, mi sono laureato in ingegneria meccanica presso l’universitá di Padova, durante la quale mi sono reso conto che i miei interessi professionali vertevano più a favore delle tematiche gestionali e strategiche piuttosto che prettamente tecniche. Dopo il Master in Gestione Integrata d’Impresa della Fondazione CUOA, ho compiuto una esperienza presso il dipartimento product-marketing calzature di Lotto Sport Italia, dove mi sono occupato per alcuni anni di analisi di mercato e marketing mix. Sono infine ritornato in Trentino per lavorare in proprio, ed ora la mia attuale attività principale è la gestione di un ente di formazione attivo a livello locale. Da sempre interessato alla politica, non me ne sono mai occupato in prima persona. Dopo la grande delusione della mancata rivoluzione liberale della cosiddetta seconda repubblica, è nata in me la voglia di poter contribuire per cambiare le cose e fermare il declino.

UMBRIA

Angelo Santi

Tommaso Consigli
Ho 40 anni. Sposato con Cecilia, psicologa psicoterapeuta. Sono nato a Città di Castello (PG) dove vivo e lavoro. Laurea in Economia e Commercio all’Università di Perugia. MBA a Solvay Brussels School of Economics and Management. Corso di perfezionamento in Tax policy and administration a Harvard Kennedy School of Government. Dottorato di ricerca in internazionalizzazione delle PMI all’Università di Perugia. Dopo una esperienza manageriale in Usa e in Italia per un gruppo del settore fashion ho iniziato a svolgere la professione di dottore commercialista e revisore legale dei conti. Partecipo perché è ora di Fermare il Declino.

VENETO

Franco Bocchini
Franco Bocchini (Verona, 1957): laurea in ingegneria, imprenditore di piccola impresa manifatturiera, business angel. Pluriennale attività associativa in Piccola Industria di Confindustria con diversi ruoli in ambito territoriale, regionale, nazionale. Articoli in noiseFromAmerika e L’imprenditore. Sono motivato dalla convinzione di non potersi limitare alla critica per la disastrosa qualità della conduzione di questo Paese.

Alfonso Di Staso
Sono nato nel 1960, una moglie, due figli e sono avvocato. Mi sono laureato in legge all’Alma Mater Studiorum con il prof. Roversi Monaco in diritto amministrativo, di cui ho continuato a coltivare l’interesse e la passione. Nel 1993 ho fondato a Treviso lo studio legale di cui sono titolare e nel quale, con i miei collaboratori, combatto ogni giorno le incongruenze della giustizia italiana, che qualcuno da troppo tempo ha promesso di riformare. Fino alla fine degli anni 80 ho svolto politica attiva sia nella federazione giovanile repubblicana, come componente della direzione nazionale, sia nel partito repubblicano con diversi incarichi in ambito locale e regionale. Ho terminato quell’esperienza per dedicarmi esclusivamente alla mia professione, pur mantenendo un elevato interesse per la politica. Oggi è giunto il momento di darsi da fare per svegliare il Paese dal triste letargo a cui è stato condannato: dobbiamo farlo con uno scossone improvviso da imprimere con le nostre forze.
Nata il 2 marzo 1959, nel 1982 mi sono laureata con lode in Economia e commercio presso l’università di Padova e abilitata alla professione di dottore commercialista. Sono sposata con Franco Barin, dottore commercialista, e madre di due figli.Vivo ad Arzignano in provincia di Vicenza dove sono AD dell’azienda di famiglia, Magnabosco Guido srl, che opera nel campo della distribuzione industriale e produce utensili speciali a disegno e a misura per l’industria meccanica e del legno. Ho ricoperto diversi incarichi in Confindustria e in Neafidi, società di garanzia fidi legata a Confindustria. Per alcuni anni ho ricoperto l’incarico di censore e consigliere del cda della Banca d’Italia filiale di Vicenza . Coordino la cabina di regia del progetto Green Valley della Camera di Commercio di Vicenza. Sono presidente della Fondazione casa Sant’Angela onlus di Arzignano e responsabile della Fondazione Marisa Bellisario gruppo di Vicenza. Ho aderito a Fermare il declino perché sono convinta che sia necessario cambiare progetto politico per governare il ns. Paese e cambiare la classe politica che finora ci ha malamente rappresentati sia nella maggioranza sia all’opposizione.
Sono nato nel 1955 a Mestre, dove risiedo, sono sposato con Stefania, ho tre figli e un cane. Sono laureato in giurisprudenza a Ferrara e svolgo la professione di avvocato da oltre 30 anni. Per scelta, non ho mai sottoscritto una tessera di partito. Partecipo attivamente all’associazionismo sportivo e sono membro degli organi direttivi della Camera Civile Veneziana. Amo la mia città, sono uno dei primi firmatari del Manifesto e ho aderito al Movimento per la grande stima che ho nei confronti dei fondatori. Condivido la necessità, per fermare il declino della nostra Italia, di procedere innanzitutto al rinnovo della classe politica dirigente, nazionale e locale. Ci metto la faccia.

Notizie

I Promotori

Sono Nato a Padova e cresciuto a Venezia. A 27 invece di portar borse per il barone di turno , sono andato a studiare negli USA dove, nel 1986, ho ottenuto il mio primo posto di lavoro alla University of Chicago, poi sono andato alla UCLA e da lì, in sequenza , in molte altre università: Santa Fe Institute, Northwestern, Pennsylvania, Minnesota e Washington University in St Louis. Per alcuni anni sono stato professore a Madrid e, a tutt’oggi, mantengo in Spagna un’attività sia pubblicistica che di ricerca come Direttore di Fedea. Ho fatto attività politica fino a 23 anni nella sinistra italiana, scoprendone i limiti strutturali che si sono, se possibile, aggravati dagli anni ’90 in poi. Nel 1979 pensavo di aver chiuso per sempre con la politica , fatta salva una brevissima parentesi in cui ho tentato d’aiutare la Lega Nord degli albori ad abbandonare la demagogia populista e fascisteggiante che l’ha poi travolta.

L’esperienza del blog noiseFromAmerika.org mi ha condotto a Interessarmi di nuovo della situazione politico-sociale italiana. La mia conclusione è stata che, senza un drammatico cambio di classe politica e di organizzazione/funzionamento dello stato, il paese è destinato ad un inesorabile e triste declino. Evitarlo dipende da noi. Ecco perché Fermare il Declino mi vede fra i suoi fondatori.

Paola Bruno

Paola Bruno, nata a Roma, ho 45 anni e vivo a Londra. Laureata a Roma alla Sapienza con un MSc in Finanza a Londra ed un Master in Real Estate allo SDA Milano. Da giovane ho dedicato molta passione ed energie alla politica insieme ai giovani repubblicani. Poi mi sono resa conto che era meglio andare all’estero per avere maggiori opportunita’ di lavoro. Sono stata per qualche tempo a Bruxelles alla Commissione Europea nel controllo finanziario e alla concorrenza. Ma la mia esperienza lavorativa piu’ lunga e’ stata nell’investment banking e nel M&A di UBS e Merrill Lynch a Londra e in gruppi bancari italiani come Italease e Banco Popolare. Ho ricoperto ruoli esecutivi come CFO e consigliere di amministrazione di societa’ italiane ed estere quotate e non. Da qualche anno mi occupo di private equity investendo in aziende medie italiane ed europee. Sono da tempo attiva in associazioni femminili che promuovono il talento femminile. Pur se da lontano penso che il destino dell’Italia abbia bisogno di forze nuove e con esperienze anche internazionali da mettere a disposizione per Fermare il Declino dell’Italia. “Se non ora quando!”

Sandro Brusco

Mi chiamo Sandro Brusco, nato a Rovigo, ma cresciuto in provincia di Milano. Mi sono laureato in economia, materia che mi ha appassionato al punto di decidere di continuare a studiarla. L’ho fatto conseguendo un Dottorato in Economia a Stanford University. Ho poi fatto l’accademico per il resto della vita. Oggi ho 51 anni e insegno economia alla State University of New York at Stony Brook. Sono sposato e ho una figlia e un figlio. Anche se siamo all’estero siamo tutti italiani e amiamo il nostro paese.Da giovane la politica mi appassionava, ma poi per un lungo periodo non l’ho seguita molto . Ho ricominciato a occuparmene davvero recentemente quando un gruppo di colleghi economisti mi ha convinto a partecipare al sito NoisefromAmeriKaRiguardare, tanti anni dopo, il dibattito politico ed economico italiano è stata un’esperienza al tempo stesso illuminante e deprimente. Ma farsi prendere dalla depressione è sbagliato. Il paese ha bisogno di forze nuove e per questo ho lanciato insieme ad altri amici Fermare il Declino. Perché le forze nuove ci sono, ma bisogna organizzarle.

Angelo Busani

Sono nato a Parma nel 1960. Svolgo la professione di notaio in Milano; oltre alla “normale” attività immobiliare, sono specializzato in finance, corporate, wealth management e nei trust. Sono pubblicista dal 1979 e dal 1988 scrivo regolarmente su “Il Sole 24 Ore”. Ho scritto oltre 300 pubblicazioni di carattere scientifico, edite dalle principali riviste giuridiche italiane; nonchè alcune monografie, sempre in campo giuridico. Sono stato membro di diversi consigli di amministrazione, tra i quali quello di “Unicredit Corporate Banking s.p.a.” e quello di “Fondiaria Sai s.p.a. (che è quotata in Borsa). Ho svolto per ormai una ventina di anni accademici e tuttora svolgo l’attività di professore universitario a contratto in materie giuridiche (diritto tributario e diritto civile).

Stefano Cianchi

Laureato a Pisa. Fra le primissime esperienze lavorative quella, presso un grande cantiere navale, di trasformare e informatizzare/automatizzare i reparti di progettazione e fabbricazione delle navi. Esperienza grandiosa sia letteralmente sia nei contenuti tecnologici, umani e di coordinamento. Entrato poi in Accenture, la grande multinazionale della consulenza per la trasformazione di imprese, ho condotto un’appassionante sequenza di sfidanti progetti con numerose aziende internazionali, assumendo ruoli di responsabilità crescente di gestione e sviluppo di P&L. Prima in Italia e nei paesi Emergenti e poi in Europa. Ritiratomi nel 2006, dopo quasi 28 anni, ho iniziato una vita da imprenditore, da investitore anche nel Private Equity. Fra i primi ho aderito con convincimento e passione al manifesto FiD di cui sono socio Promotore. Il 20 di Agosto del 2012 mi è stato chiesto di costruire un’organizzazione innovativa e speciale per questo movimento animato, coraggioso, evoluzionario. Organizzazione che in pochi mesi ho passato al team Elezioni di FARE a fine 2012.

Alessandro De Nicola

Il mio nome è Alessandro De Nicola, sono sposato, ho 2 figli. Laureato troppo tempo fa all’università Cattolica di Milano in legge, master e Ph.D a Cambridge. Da giovane ho dedicato moltissimo tempo alla politica attiva nei giovani repubblicani, è passione che non ho mai perso e che ho continuato a coltivare scrivendo di economia e affari pubblici su vari giornali: prima sul Gazzettino cui sono ancor oggi affezionato, più recentemente, per 12 anni sul Sole 24 Ore. Ed oggi su Repubblica ed Espresso. Mi piace pensare a me stesso come a un idealista senza illusioni: credo che le idee abbiano conseguenze. Insegno European and Comparative Business Law e Diritto Commerciale alla Bocconi, sono consigliere indipendente di Assogestioni e di altre società. E sempre per questa mia passione per la res publica, presiedo la Adam Smith Society che sta per compiere 20 anni e riunisce molti di coloro che, in Italia, si richiamano ai principi del mercato, concorrenza, libera iniziativa. Ah! La mia principale occupazione è fare l’avvocato, come socio anziano (ma in realtà sono giovanissimo) di uno studio legale internazionale. That’s all folks: si poteva dubitare che mi sarei entusiasmato per Fermare il Declino?

Silvia Enrico

Silvia Enrico (Albenga, 1976), laurea in giurisprudenza università degli studi di Genova, avvocato. Ho iniziato la mia esperienza professionale a Milano nello studio del prof. Francesco Galgano e dopo un periodo in uno studio internazionale, ho fondato sempre a Milano nel 2009 lo studio legale 4legal. Ambito di specializzazione diritto societario e commerciale.

Paolo Esposito

Lorenzo Gerosa

Sono nato a Roma nel 1964, ma vivo a lavoro a Milano, dove sono emigrato – o meglio tornato alle origini familiari lombarde – dopo la maturità classica. Seguendo una tradizione di famiglia, ho svolto il servizio militare come ufficiale di complemento in Aeronautica. Pilota privato nel tempo libero “stacco l’ombra da terra”, meteo permettendo. Laureato in Scienze Politiche, sono stato assunto in Costa Crociere dove ho incontrato il marketing e la futura moglie (in rigoroso ordine cronologico). Dopo esperienze in Cardif (BNP Paribas) e General Electric, dal 2004 ho vissuto in prima persona lo start up e lo sviluppo della compagnia di assicurazioni Bentos. Mi interesso dei temi della concorrenza, del mercato e della libera iniziativa come membro attivo e revisore di The Adam Smith Society.

Oscar Giannino

Oscar Fulvio Giannino, sposato, tre gatti. Torinese, vivo a Milano. Studi: Liceo Classico, Giurisprudenza, Economia. In gioventù ero keynesiano, programmatore, convinto della superiorità del diritto pubblico su quello privato, penale sul civile. Con gli studi e lavorando, ho cambiato idea. Sono stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana. Portavoce nazionale del Pri e coordinatore della Voce Repubblicana dal 1987 al 1994. Ho mollato la politica, per anni ho fatto il giornalista. Vicedirettore del mensile e poi settimanale Liberal, poi al Foglio, vicedirettore del Riformista, di FinanzaeMercati. Direttore del quotidiano LiberoMercato.

Ho toccato con mano che l’informazione economica-finanziaria in Italia è meno libera e più pregiudicata di qualunque altra. Ora sono senior fellow dell’Istituto Bruno Leoni, dirigo www.chicago-blog.it, conduco una trasmissione quotidiana su radio24, scrivo su Panorama, Tempi, Messaggero, Gazzettino e Mattino, pago le tasse grazie alle consulenze su rete e prodotti a imprese e banche. E sono fra i fondatori di Fermare il Declino. Perché sono convinto che fermare il declino di questo paese a questo punto sia un dovere.

Andrea Moro

Sono Andrea Moro, nato a Vicenza e oggi professore associato alla Vanderbilt University – Department of Economics – Nashville. Ho 45 anni e vivo negli Stati Uniti dal 1993, ma ho sempre continuato a seguire la politica italiana. Faccio ricerca ed insegno principalmente economia del lavoro e “political economy”. Ho lavorato anche alla University of Minnesota e alla Federal Reserve Bank di New York. Fin da ragazzo la mia passione è stata la politica. L’interesse per l’economia è stato una conseguenza. Nel 2006 ho ideato e, assieme ad altri economisti espatriati in America, fondato il sito noisefromamerika.org perche’ sentivo un vuoto di comunicazione fra l’economia accademica e la stampa tradizionale. Sentivo il bisogno di intervenire, di sollecitare il dibattito, di condividere proposte nella speranza di poter cambiare in meglio la nostra società. FermareilDeclino rappresenta per me il naturale sbocco di questo percorso: voglio mettere a disposizione le mie competenze per migliorare concretamente la qualità di vita del mio Paese per restituire a tutti la prospettiva di un futuro.

Marianna Vintiadis

Carlo Stagnaro

Sono Carlo Stagnaro nato a Sestri Levante (GE), dove risiedo. Mi sono laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio presso l’Università di Genova e ho conseguito un dottorato di ricerca in economia presso IMT Alti Studi – Lucca con una tesi sull’economia del clima. Attualmente lavoro presso l’Istituto Bruno Leoni come direttore ricerche e studi. I miei interessi di ricerca sono nel campo dell’economia dell’energia e dei servizi pubblici; sto scrivendo una monografia sulla tensione tra la liberalizzazione dei mercati elettrici nell’Unione Europea e le politiche di promozione delle fonti energetiche rinnovabili. Sono editorialista dei quotidiani “Il Foglio” e “Il Secolo XIX”. Ho scritto commenti per i quotidiani “Il Sole 24 Ore” e “Wall Street Journal”. Faccio parte della redazione delle riviste “Energia”, diretta da Alberto Clò, e “Aspenia”, diretta da Lucia Annunziata e Marta Dassù. Quando ero molto giovane ho avuto una breve esperienza politica, dalla quale ho ricavato gli anticorpi necessari a tenermi a distanza di sicurezza dai partiti. Oggi credo che la situazione sia talmente degenerata che tutti coloro che hanno interesse a restituire al paese una prospettiva di crescita debbano impegnarsi in prima persona per riportare il dibattito pubblico sulle “cose”, dopo una lunga stagione in cui abbiamo parlato solo delle “persone”. Mi dicono che sono “liberista” e lo prendo per un complimento, specie perché tendo a essere “liberista” soprattutto nei settori di cui mi occupo professionalmente. Sono sposato con Silvana e ho due figli, Andrea Giovanni e Anna Rosa. Credo che loro abbiano diritto a crescere in un mondo dove c’è più benessere e più mobilità sociale di quello in cui sono cresciuto io e per questa ragione ho aderito e promosso “Fermare il declino”. Il mio romanzo preferito è “Il Signore degli Anelli” di JRR Tolkien, il libro di saggistica la “Storia economica dell’Europa pre-industriale” di Carlo Maria Cipolla, il mio film “Il Padrino”, il mio cantante Johnny Cash, guido un Suv e tengo per il Genoa. Ma questo non c’era neppure bisogno di dirlo.

Notizie

Le aperture di lavoro sono aumentate verso la fine del 2020, ma rimane un grande divario occupazionale

I datori di lavoro hanno aggiunto un po’ più posti di lavoro alla fine dello scorso anno, ma le assunzioni sono scivolate mentre il mercato del lavoro ha chiuso il 2020 su una nota incerta, il Dipartimento del Lavoro ha riferito martedì.

Le aperture totali sono aumentate a 6,65 milioni a dicembre, meglio dei 6,6 milioni stimati da FactSet.

Questo ha ancora lasciato un vuoto di circa 4,1 milioni di lavoratori che sono rimasti disoccupati, molti dei quali erano ancora spostati dalla pandemia di Covid-19.

Anche se gli annunci di lavoro continuano a guadagnare, rimangono sotto il livello pre-pandemia di poco più di 7 milioni nel febbraio 2020.

I posti vacanti sono aumentati di quasi 300.000 nei servizi professionali e aziendali, che hanno visto il loro tasso di aperture gonfiarsi dal 5,6% al 6,9%.

Le posizioni disponibili sono diminuite nel tempo libero e nell’ospitalità, che è sceso di 127.000 a 761.000 per il mese, che ha visto il tasso di aperture scivolare dal 6,2% al 5,5%,

Le assunzioni sono scese bruscamente per il mese, giù di quasi 400.000 a 5,54 milioni, secondo il Job Openings and Labor Turnover Survey, un rapporto guardato da vicino dai politici per indizi sull’allentamento del mercato del lavoro.

La maggior parte del declino delle assunzioni è avvenuto nell’industria dell’ospitalità, che ha visto un calo di più di 300.000 a 777.000. All’interno di quel gruppo, le arti, l’intrattenimento e la ricreazione hanno rappresentato un calo di 82.000 unità, mentre il tasso di assunzione è crollato dal 7,8% di novembre al 3,5%.

L’ospitalità, che include hotel, ristoranti, bar e casinò, ha visto un aumento di 63.000 licenziamenti, o 3,9%, dal 3,2% del mese precedente.

Complessivamente, le buste paga non agricole sono scese di 227.000 unità per dicembre. Gennaio ha visto un rimbalzo di 49.000 unità, ma più di 10 milioni di disoccupati rimangono, 4,4 milioni in più rispetto al livello pre-pandemia.

I dati JOLTS corrono un mese dietro il conteggio dei libri paga. Il tasso di disoccupazione di gennaio è scivolato al 6,3%, ma ciò è avvenuto in mezzo a un forte calo della forza lavoro.

Il livello delle dimissioni, un indicatore della fiducia dei lavoratori, è salito leggermente con 3,29 milioni di lavoratori che hanno lasciato il loro lavoro, un aumento di 106.000 per il mese.

Le separazioni totali sono diminuite leggermente a 5,46 milioni.